"Le aree protette rappresentano un'occasione di rivalorizzazione dei territori secondo la loro naturale vocazione di sviluppo, inconciliabile con l'insensata politica energetica del governo Renzi e le trivellazioni petrolifere offshore che minacciano anche la Sardegna". È la presa di posizione di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, che in questi giorni ha fissato i propri ormeggi a Stintino (Sassari) per puntare i riflettori sul rischio trivellazioni al largo dell'Asinara, nel nord Sardegna.
Ieri sera flash mob sulla spiaggia della Pelosa contro l'utilizzo della tecnica dell'airgun per la ricerca di petrolio o gas in mare, e richiesta di sottoscrizione della petizione di Legambiente #stopoilairgun che in pochi giorni ha già raggiunto più di 40mila firme. Dallo storico veliero, Legambiente lancia un appello a enti locali, aree protette, operatori economici e Regione Sardegna. "Quello del Golfo dell'Asinara è già un esempio concreto di come un territorio possa portare nuove occasioni di sviluppo – sostengono gli attivisti – slegando la propria economia dalle fonti fossili e puntando sulla qualità".
Secondo Legambiente, "l'offerta turistica delle aree protette ha ampiamente dimostrato di poter competere con le proposte turistiche convenzionali e troppo spesso non sostenibili". Si tratta "di mettere a sistema tutte le opportunità offerte, di fare rete per dare maggior forza e peso a un'economia che sta portando grandi e impensabili risultati fino a qualche anno fa – dichiara Marta Battaglia, del direttivo di Legambiente Sardegna – proprio prendendo spunto da quanto già accade nel variegato sistema delle aree protette sarde bisogna incoraggiare l'unico strumento in grado di coniugare turismo, economia, qualità di vita e protezione degli ecosistemi".







