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La Confindustria, "da sempre a sostegno della ricerca ed utilizzo dell'eventuale metano presente nel sottosuolo dell'Isola", stigmatizza "l'omissis" della Regione sul tema delle trivellazioni nel Piano energetico regionale e storce il naso sui rigassificatori e sui depositi costieri "non sono da intendersi come alternative bensì complementari".

"Sotto il profilo infrastrutturale, ferma la necessità di chiarire le procedure per i depositi costieri, strategici per i porti individuati, occorre approfondire la fattibilità economica degli impianti di rigassificazione e dei collegamenti con le reti di distribuzione, poiché si potrà fare affidamento sugli investimenti privati solo se sussistano adeguati presupposti economico-finanziari, in assenza dei quali diviene indispensabile l'intervento pubblico – spiega Confindustria nelle sue osservazioni al Piano – A titolo esemplificativo, le infrastrutture indispensabili attengono ai collegamenti di rete dei terminali di Sarroch (con la zona industriale di Macchiareddu, il porto canale, l'area vasta di Cagliari e il territorio del Sulcis) e di Porto Torres (con l'area industriale e le aree urbane) che, unitamente ai depositi costieri, consentirebbero una maggiore stabilità di fornitura e di prezzo, anche a garanzia di importanti attività produttive".

Inoltre per l'associazione degli industriali, "l'ambiziosa riduzione dei gas climalteranti per il miglioramento delle condizioni del pianeta, ben superiore agli obiettivi europei pare non adeguatamente correlata ad un'attenta valutazione circa gli effetti nella nostra regione sul sistema produttivo ed occupazionale, con specifico riferimento al comparto industriale". Per quanto riguarda l'autoconsumo nei distretti energetici autonomi "non appare chiara la definizione degli stessi, che di per sé sembrerebbero costituire un'artificiosa limitazione, non comprendendosi peraltro se sia prevista l'identità tra produttore e consumatore". Per Confindustria, infine, è necessario "porre grande attenzione al regime di essenzialità delle centrali e a quello dell'interrompibilità. I due regimi rappresentano una condizione vitale per numerose aziende, altamente significative sotto l'aspetto economico ed occupazionale, tutte di valore strategico non solo per il settore di appartenenza ma per l'economia dell'intera Sardegna".