I lavoratori della Romangia Servizi, la società in house del Comune di Sorso, si sono incatenati oggi ai cancelli dell'autoparco comunale in segno di protesta nei confronti della Regione, che – secondo la loro accusa – non ha stanziato neanche un centesimo per le società di servizi comunali, impedendo di fatto il salvataggio dell'azienda per cui lavorano e, di conseguenza, condannandoli alla disoccupazione. I lavoratori a rischio sono 37 in tutto, ma la stessa situazione interessa anche le società in house degli altri Comuni sardi, a iniziare da quelle di Alghero e Porto Torres, che affrontano da mesi analoghe difficoltà.
Il caso in Consiglio regionale
"La vertenza della Romangia Servizi sarà discussa in settembre dalle commissioni regionali competenti". È l'impegno che il consigliere regionale Roberto Desini, capogruppo di Sovranità, Democrazia e Lavoro, assume nei confronti dei lavoratori della società in house del Comune di Sorso, che oggi si sono incatenati all'ingresso dell'autoparco comunale per protestare contro le scelte più recenti assunte dalla Regione, che rischiano di far fallire l'azienda e di far perdere il posto di lavoro.
"Ieri – attacca Antonio Sechi, rappresentante sindacale aziendale dell'Ugl – un provvedimento in favore delle società in house comunali proposto dal consigliere di opposizione Antonello Peru, è stato bocciato dalla maggioranza. Al contrario, l'emendamento presentato dalla maggioranza per le società in house provinciali è passato: ci sembra che ci sia stata una iniquità di trattamento per questo la nostra protesta andrà avanti a oltranza". Ferma la replica di Desini. "Piuttosto che approvare emendamenti che avrebbero prodotto soluzioni tampone – dice il sindaco di Sennori – si è deciso di affrontare la questione in maniera approfondita, per trovare misure consone ai diversi casi da risolvere e più utili ai lavoratori".







