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Hanno trascorso la giornata e la notte in piazza Matteotti e nella zona del porto i 100 migranti eritrei che ieri, per il secondo giorno consecutivo, si erano piazzati davanti ai cancelli dell'ingresso ai traghetti al porto di Cagliari per chiedere di poter lasciare la Sardegna.

In 51 in possesso dei documenti ieri erano pronti a salire su una nave della Tirrenia, ma non sono riusciti a partire perché non avevano denaro a sufficienza per acquistare i biglietti per Civitavecchia. Oggi pomeriggio il gruppo dovrebbe riuscire a lasciare l'isola.

In zona rimangono comunque circa 40 profughi che non hanno documenti o soldi per il titolo di viaggio e che quindi difficilmente potranno partire. A loro potrebbero aggiungersi altri eritrei ospiti nelle varie strutture di accoglienza nella provincia di Cagliari e dell'isola. La Polizia tiene costantemente sotto controllo la situazione.

Polemica sull'accoglienza
Fratelli d'Italia
"L'accoglienza e il presunto sistema di gestione degli sbarchi rischiano di saltare". Lo afferma Salvatore Deidda, coordinatore regionale di Fdi-An che spiega che "il Ministero ci risulta non stia erogando da mesi i soldi promessi alle strutture che hanno accolto i presunti rifugiati e oggi queste stanno avendo grosse difficoltà a mantenerli". Inoltre il ministero ha anche reso noto "che la metà delle domande dei presunti rifugiati è stata respinta ossia non hanno diritto allo status di rifugiato. Quindi, la maggior parte farà ricorso, tramite avvocati a spese nostre e continueranno ad essere mantenuti. Ma se fuggono o il ricorso viene respinto – si domanda Deidda – chi si occupa di verificare che non continuino ad usufruire degli aiuti o che lascino, in quanto clandestini, la nostra Regione e l'Italia?". Secondo il coordinatore di Fdi-An gli eritrei sbarcati a Cagliari "non possono essere considerati profughi, come dimostra la decisione di un cantone svizzero. Idem per nigeriani, algerini, marocchini, senegalesi, Gambia e altri dell'Africa centrale. Sono quindi clandestini". Per questo "c'è un pericolo di rivolta sociale". Deidda denuncia infine che i 13 agenti l'ufficio immigrazione della Polizia di Cagliari "sono al collasso", dovendosi occupare degli sbarchi e degli stranieri regolari. "Chi fa le cose in regola – conclude – rischia di non veder evasa o evasa in ritardo per la grande molo di lavoro dovuta agli arrivi irregolari e perché non si hanno le gli organici delle forze dell'ordine al completo. Non solo a Cagliari: nella Barbagia i carabinieri sono sotto organico di 50 unità".

Forza Italia
 "Pigliaru si opponga al nuovo aumento della quota dei migranti che arrivano sul territorio nazionale e al nuovo hub regionale". Lo hanno dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, e Alessandra Zedda, vice capogruppo in Consiglio regionale. "La Sardegna – proseguono i due esponenti azzurri- non può prestarsi al ruolo di 'muro d'Europa sul Mediterraneo', eretto da Renzi per non disturbare i partner europei. Non si confondano le esigenze umanitarie con quelle di un premier debole, alla ricerca di una scappatoia politica per coprire la propria incapacità di farsi ascoltare sul piano internazionale. Anche i recenti episodi avvenuti a Cagliari – osservano – dimostrano che portare i migranti in Sardegna significa interporre nuovamente il mare tra loro e la destinazione che vorrebbero raggiungere". Secondo Cappellacci e Zedda, "l'incontro tra Renzi e le Regioni si è concluso con un nulla di fatto e con una promessa di aggiornamento mai mantenuta: Pigliaru chieda con la massima urgenza un confronto per affrontare una questione di proporzioni gigantesche, che non può essere affrontata solo con la buona volontà dei volontari e delle forze dell'ordine, mentre la politica rimane nascosta e irresponsabile".