lingua-sarda-tedde-fi-and-quot-catalano-una-variante-antistorico-and-quot

L'astensione di Forza Italia in Consiglio regionale sul decreto riguardante il trasferimento alla Regione delle funzioni in materia di tutela delle lingue e delle culture locali, è stata anche una "protesta per il pericoloso arretramento di Pigliaru e del centrosinistra rispetto all'esigenza di mettere in campo azioni a tutela del sardo e del catalano". Lo afferma il vice capogruppo di Fi Marco Tedde, che sottolinea che parla di un "arretramento plasticamente certificato dal voto contrario del Pd in Senato dell'emendamento che nel quadro della riforma della Rai prevedeva la possibilità di inserire anche la lingua sarda e, aggiungiamo noi, catalana, nelle trasmissioni radiotelevisive dell'isola, e dalla totale marginalità delle lingue e delle culture sarda e catalana nell'azione politica della Giunta regionale".

"Ma ciò che veramente ci ha lasciati esterrefatti – precisa Tedde – sono le dichiarazioni dell'assessore della Cultura che in aula, con grande naturalezza, ha dichiarato che la lingua catalana è una variante della lingua sarda. Un'antistorica, antigiuridica e superficiale azione di revisionismo culturale che rischia di diventare pericolosa per il catalano, ma anche per il sardo. Auspichiamo che la giunta regionale – conclude il consigliere azzurro – attui un cambio di rotta in ossequio alle politiche della Ue nei confronti delle lingue regionali, in attuazione dell'art. 22 della carta europea dei diritti fondamentali".