“E’ stato un incubo, se fosse successo a una persona anziana sarebbe finita in tragedia. La mia testimonianza perché non succeda nuovamente”. Così M.P., diciottenne cagliaritano trascinato sull’asfalto da un filobus, commenta la brutta avventura di cui è stato vittima giovedì sera in via Is Mirrionis.
“Poco dopo le 21 – racconta il giovane – sono sceso dal bus nella fermata dell’università e ho raggiunto le strisce pedonali, appena prima della pensilina del Ctm. Il tutto è accaduto in pochissimi secondi: il mio piede destro, per una sfortunata coincidenza, si è trovato stretto all’interno di un cappio formato dal cavo che serve a guidare le aste del filobus quando queste si staccano dalla filovia. Mi son ritrovato scaraventato a terra con la partenza del pullman che, in un secondo, ha preso velocità . Ho cercato di urlare e di chiedere aiuto, inutilmente".
"Ho avuto la lucidità – continua – di cambiare posizione. Dopo alcuni metri su un fianco, mi son girato cercando di non sbattere la testa. Ero trascinato dal cavo che mi ha sollevato la caviglia. Ho cercato di alzarmi, tenendo in alto anche l'altra gamba. Mi sono fatto molto male ma son riuscito a liberarmi”. Dopo poche decine di metri M. si è divincolato dalla presa della corda e si è buttato verso il marciapiede da solo, senza l’aiuto di nessuno, come appreso invece in un primo momento.
Nell’attesa dell’ambulanza, chiamata da alcuni testimoni, un mezzo di soccorso di passaggio si è fermato a prestare le prime cure. Il diciottenne poi è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Marino in codice verde: "Da quando sono entrato in ambulanza a quando sono uscito dall’ospedale ero contento di essermela cavata con diverse escoriazioni perché ci avrei potuto lasciare le penne".
Un testimone avrebbe inseguito il filobus avvisando il conducente che non si è accorto di nulla. "Non attribuisco alcuna responsabilità per l’accaduto all'autista e non ho nulla contro il Ctm, che ritengo una delle migliori aziende in Europa e con molte certificazioni di qualità, ma ho subìto un danno per un filo rimasto volante e non vorrei mai succedesse nuovamente".
Una tragedia sfiorata grazie all'abilità della giovane vittima che fortunatamente se la caverà con 10 giorni di cure e tanto spavento: "Ogni volta che sento il rumore di partenza del filobus mi viene la pelle d’oca ma continuerò a muovermi in autobus in città" conclude.







