"Non abbiamo risposte definitive da parte del Ministero su proroga e insularità, ma continueremo a porre le questioni che ci interessano. Non ci è stato detto di no. Continueremo con le nostre pressioni e con la nostra interlocuzione". Lo ha detto l'assessore Claudia Firino rispondendo alle richieste di informazioni da parte dei docenti in attesa di notizie da questa mattina.
All'incontro di questo pomeriggio ha partecipato anche il capo di gabinetto della Presidenza Filippo Spanu. "Ho parlato più volte con il capo di gabinetto del ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini – ha detto Spanu – un colloquio molto franco. Siamo stati ascoltati e aspettiamo risposte".
Contatti anche con l'Ufficio scolastico regionale per le supplenze che potrebbero "bloccare" per un anno l'eventuale trasferimento. "Allo stato attuale – ha spiegato l'assessore Firino – stiamo approfondendo assieme all'Ufficio scolastico regionale alcune possibili azioni concrete al fine di evitare, per l'immediato, proroga o non proroga, gli spostamenti obbligatori. Nel frattempo, la Regione fa quanto è di sua competenza per incrementare le opportunità lavorative dei precari sardi attraverso il programma Iscol@, che coinvolgerà almeno duecento precari nei progetti per l'innalzamento delle competenze e la lotta alla dispersione scolastica".
Sel
"Ci amareggia parecchio che a rispondere all'assessore regionale sia il sottosegretario Toccafondi e non il ministro Giannini, ma amareggia molto di più il contenuto della risposta, che denota una scarsa conoscenza delle condizioni geografiche dell'Isola, visto che un sardo qualsiasi per raggiungere l'altra parte del mare deve fare ore di viaggio e centinaia di chilometri con costi decisamente più alti degli abitanti della penisola e con una continuità territoriale pessima". Lo ha detto il consigliere regionale di Sel Luca Pizzuto, rispondendo alle parole del sottosegretario alla Pubblica Istruzione Gabriele Toccafondi.
"L'unico risultato dell'azione del Governo – ha detto Pizzuto – sarà quello di smembrare le famiglie e creare inutili e inaudite sofferenze, impoverendo i nuclei familiari dei lavoratori della scuola". La proposta provocatoria. "Io mi permetto di fare un invito al ministro e al sottosegretario: vengano loro per 3 o 4 mesi con uno stipendio medio di 1200 euro al mese ad insegnare e vivere in Sardegna, lasciando famiglia e affetti e nel farlo immaginino anche di essere l'unico reddito del loro nucleo, e ci dicano se questo è giusto e sostenibile".







