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Non si considera un eroe, dice di aver fatto solo quel che andava fatto. Certo è che la sua tempestività, la sua forza e il suo coraggio hanno evitato che il disastroso crollo della rotonda di Platamona del 21 luglio scorso si trasformasse in una tragedia. El Hadji Moussa Mbathie, "l'eroe di Platamona", senegalese di 33 anni, è stato ricevuto a palazzo Ducale dal sindaco Nicola Sanna e dall'assessore dei Servizi sociali, Grazia Manca.
"Stavo pranzando, vicino alla postazione del bagnino – racconta Moussa – quando ho sentito un rumore sordo". Si è alzato di scatto e si è precipitato di corsa sul punto del crollo, dove intanto iniziava a radunarsi molta gente che si trovava più vicina. "Da sotto le macerie ha sentito urlare i ragazzi e ho cominciato a scavare – ricorda il senegalese – e subito dopo di me anche altri hanno iniziato a fare altrettanto". Con i bastoni della ringhiera crollata, hanno provato a tirare via i massi. "È stato terribile", sostiene il protagonista di quel pomeriggio di grande paura, che durante le operazioni di salvataggio si è lussato un polso. Le urla disperate di quei giovani che hanno visto la morte in faccia hanno colpito nel profondo il senegalese, che ha vissuto lo stesso terrore quando si trovava a bordo di uno dei tanti barconi della speranza, lungo la tratta che dal Senegal lo ha portato, tra mille peripezie, a Sassari, in cerca di una seconda chance.
Moussa ha preso a cuore gli sfortunati protagonisti di quel crollo che solo per un caso non ha causato vittime. Dopo l'incidente, il giovane è stato in ospedale a trovare i due ragazzi che hanno riportato le ferite più gravi. Come ogni eroe per caso che si rispetti, Moussa non è a caccia di popolarità.
Gli basterebbe un permesso di soggiorno e una vita serena, magari avere la possibilità di fare il saldatore. Era il suo mestiere in Senegal, ma quando ha iniziato a girare male per lui è cominciata un'odissea che da Tenerife l'ha portato a Sassari, dove è stato accolto dalla nutrita e solidale comunità dei suoi connazionali.
"Attraverso te vogliamo ringraziare tutti quelli che sono intervenuti a soccorrere i ragazzi", gli ha detto Nicola Sanna, augurandogli che la sua posizione "si possa regolarizzare quanto prima e che possa rimanere qui e trovare un lavoro". Il sindaco ha quindi donato a Moussa una spilla dei Candelieri e un libro sulla città di Sassari, invitandolo per domani a partecipare alla Discesa dei Candelieri, la festa più importante di Sassari.