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Il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha ricevuto ieri la telefonata del ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini, concordata dopo la lettera dell'assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino e i numerosi colloqui telefonici intercorsi tra gli uffici.
Pigliaru – spiega una nota della Regione – ha riassunto al ministro Giannini la posizione della Regione, che partiva da una richiesta di proroga della scadenza odierna.

"Abbiamo parlato a lungo di insularità come fattore di svantaggio – afferma il governatore – problema che il ministro ha riconosciuto. E abbiamo concordato che a breve ragioneremo insieme su quali misure possano essere adottate per mitigare tale svantaggio. Nel complesso resta il fatto che riteniamo che gli attuali calcoli del fabbisogno dei docenti nelle varie regioni debbano tenere conto in modo importante non solo del numero degli alunni ma soprattutto della qualità del servizio che si va ad erogare, con investimenti addizionali dove esistono i problemi più gravi, cioè alta dispersione e basso apprendimento. Noi lo stiamo facendo con il programma Iscol@ e riteniamo che il Governo debba accompagnarci con proprie risorse in quella direzione. Credo che al più presto si debbano modificare i criteri", conclude Pigliaru richiamando quanto detto alcuni giorni fa a Roma nel suo intervento alla direzione del PD dedicata al Mezzogiorno.

"Lasciamo da parte il semplice calcolo ragionieristico e troviamo meccanismi adeguati: i nostri ragazzi hanno diritto ad avere pari opportunità". Da parte del Ministro – prosegue la nota della Regione – che ha motivato l'impossibilità per il Governo di procedere alla proroga richiesta dalla Regione riguardante i termini di presentazione della domanda di attribuzione delle cattedre per la cosiddetta fase B, è stato inoltre inviato alla Regione Sardegna un documento che conferma i numeri comunicati dall'Ufficio scolastico regionale, secondo il quale i tre quarti delle 1039 cattedre disponibili e vacanti sul territorio regionale saranno coperti da insegnanti sardi (a fronte di un numero di stabilizzazioni medio annuo che fino ad oggi è stato di circa 300 posti). Con lo stesso documento il Ministero ha specificato le azioni che si stanno compiendo per attutire in misura massima il disagio di eventuali spostamenti di docenti della graduatoria ad esaurimento che non avessero opportunità dirette in Sardegna per la propria classe di insegnamento. Tra l'altro, attraverso una tempestiva e condivisa applicazione del sistema di supplenze annuali si lavorerà per poter garantire ai docenti che si troveranno nelle condizioni di dover scegliere una cattedra fuori dal territorio regionale, di poter insegnare nel prossimo anno in Sardegna.