l-and-rsquo-odissea-dei-migranti-posto-in-barcone-da-2-mila-dollari-e-5-giorni-in-una-buca

Hanno raccontato la loro odissea iniziata due mesi fa e culminata con la partenza e l'arrivo a Cagliari, indicando chi si trovava al timone delle imbarcazioni.
E' stato grazie alle testimonianze e al lavoro condotto dalla Squadra mobile di Cagliari, coordinata dal primo dirigente Luca Armeni, con la collaborazione della Mobile di Sassari e del Reparto operativo aeronavale delle Fiamme gialle, che sono stati individuati i due presunti scafisti tunisini.
I profughi hanno raccontato alla Polizia di aver iniziato il viaggio della speranza circa un mese e mezzo fa quando hanno attraversato il deserto e hanno raggiunto le città libiche di Tripoli e Sabrata. Qui, secondo quanto raccontato dai migranti, sono venuti in contatto con alcuni appartenenti all' organizzazione libica, tra questi ci sarebbero state persone che sembravano militari. I membri dell'organizzazione si sono fatti consegnare 1500/2000 dollari da ognuno dei migranti, poi sotto la minaccia delle armi li hanno fatti salire su dei camion e poi rinchiusi 10 giorni all'interno di un capannone nell'attesa dell'arrivo di altri migranti.
Ma il viaggio non è finito. I profughi hanno raccontato poi di essere stati trasferiti in spiaggia dove avrebbero atteso cinque giorni in una buca prima di poter salire sulle imbarcazioni poi soccorse dalla nave norvegese.
I due tunisini sottoposti a fermo erano già noti alla Polizia perché in passato erano stati identificati e si erano resi responsabili di altri reati.