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Animali dispersi che sono stati sollevati dalla tromba d'aria che ha scoperchiato fienili e stalle, distrutto mangimi e scorte aziendali, divelto piante e danneggiato le coltivazioni di ortaggi e mais mentre il black out elettrico ha lasciato senza energia un centinaio di aziende agricole con difficoltà anche per la mungitura degli animali. E' quanto emerge dal primo monitoraggio effettuato dalla Coldiretti sugli effetti del maltempo che ha colpito la Sardegna, fra l'Oristanese, il Medio Campidano e il Cagliaritano.
La Coldiretti si è attivata per la verifica dei danni e l'assistenza alle aziende colpite e chiede di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità nei territori colpiti dalla tromba d'aria e dalla grandine. "Gli animali al pascolo – sottolinea Coldiretti – sono stati letteralmente spostati dalla tromba d'aria accompagnata da una violenta grandinata che ha colpito la zona dove molti capi sono ancora dispersi ma preoccupazioni si hanno anche per l'alimentazione del bestiame a causa dei danni provocati al mangime conservato in stalle e fienili. Sono andate perdute coltivazioni di meloni e cocomeri mentre il mais da raccogliere è stato completamente steso nei campi. Anche piante di vite sono state divelte. Una tempesta di inizio autunno che – conclude Coldiretti – arriva dopo che agosto ha fatto segnare una temperatura minima superiore di 2,3 gradi alla media, ma particolarmente caldo sono stati anche luglio (+3,9 gradi) e giugno (+2,2 gradi). E' la conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano proprio con la più elevata frequenza di eventi estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense con vere e proprie bombe d'acqua". 

Danni per milioni di euro a Morimenta, la borgata agricola di Mogoro devastata ieri pomeriggio da un violento temporale. La furia del vento è durata poco più di un quarto d'ora ma ha provocato danni ingenti.
Questa mattina a lavorare, per rimettere in sicurezza le strade e le case, qualche operaio del Comune, gli abitanti della borgata, che conta una novantina di persone, alcuni tecnici dell'Enel e una squadra di volontari mobilitati dalla Congregazione dei Testimoni di Geova. Sono arrivati da tutta l'isola per dare una mano ad alcuni confratelli che hanno avuto danni alle abitazioni e alla fine sono stati loro a consentire la riapertura in sicurezza dell'ultimo tratto di strada che collega il nucleo abitato.
Non sono mancate le critiche per la mancanza di squadre della Protezione civile. Tutta la borgata è senza energia elettrica da ieri sera. Il vento ha abbattuto decine di pali della luce la maggior parte dei quali sono ancora in mezzo alla strada con i cavi penzolanti. Il vento ha fatto volare cisterne di metallo pesanti centinaia di chili e pannelli di lamiera lunghi anche dieci metri, abbattuto interi filari di eucalipti e pini. Fra serre distrutte, coltivazioni devastate e animali uccisi, a subire il peso più grande del disastro saranno le aziende agricole sulle quali si regge l'economia della borgata. Il sindaco di Mogoro, Sandro Broccia, ha già annunciato che chiederà lo stato di calamità. Il temporale ha colpito anche la borgata di Sa Zeppara, nel comune di San Nicolò d'Arcidano, ma con effetti meno devastanti.