Non si ferma la mobilitazione dei lavoratori dell'Eurallumina di Portovesme. Come già annunciato, dopo le iniziative del 28 luglio e del 1 e 2 settembre, gli operai sono tornati questa mattina a Cagliari per un nuovo e rumoroso presidio davanti all'Assessorato regionale dell'Ambiente, in via Roma.
Il sit-in di oggi, con tanto di trombette da stadio e caschetti battuti in terra, si svolge in occasione della riunione tecnica in programma alle 11, tra Assessorato dell'Ambiente, ex Provincia di Carbonia Iglesias ed i tecnici e consulenti Eurallumina per la verifica preliminare della documentazione relativa al procedimento autorizzativo che dovrebbe consentire il riavvio dello stabilimento.
I lavoratori esprimono "la loro forte preoccupazione per i ritardi accumulati nell'iter per la ripresa produttiva" e sollecitano tempi brevi e certi per dare gambe al nuovo piano industriale che prevede la ripresa produttiva del primo anello della filiera dell'alluminio, investimenti per 185 milioni di euro e l'impiego di oltre 200 addetti degli appalti per la realizzazione degli impianti e 357 lavoratori diretti.
Tempi brevi per l'iter del procedimento complessivo di valutazione di impatto ambientale per il progetto presentato dall'Eurallumina per lo stoccaggio dei fanghi e per la realizzazione della centrale termoelettrica.
Dieci giorni per l'esame documentale, anziché quindici, dal momento in cui la documentazione sarà depositata negli Uffici.
L'Assessorato dell'Ambiente risponde così alle preoccupazioni espresse dai lavoratori di Eurallumina che oggi hanno protestato davanti alla sede di Via Roma con un rumoroso sit-in.
La volontà è stata espressa nuovamente nell'Assessorato guidato da Donatella Spano, dopo l'incontro odierno tra i funzionari dell'Ambiente, dell'ex Provincia di Carbonia Iglesias e i tecnici e consulenti della società. Durante la riunione i rappresentanti di Eurallumina hanno illustrato i documenti che verranno depositati a giorni in Assessorato, per consentire la verifica prevista secondo le norme.
A fine mattinata, una volta avuta notizia degli esiti del confronto, il capo di gabinetto Franco Corosu e il direttore generale Paola Zinzula hanno incontrato i lavoratori e annunciato l'impegno di cinque giorni in meno per l'esame documentale, rispetto ai quindici previsti dalla legge.
Dopo l'esame, se la documentazione risulterà completa, la società potrà procedere con la pubblicazione e l'avvio del procedimento.







