Era stato l'unico a "pagare" per la rapina ai danni della società di sicurezza e trasporto valori "Over Security" di Nuoro, che nel 2006 frutto 3,5 milioni di euro, ma del denaro e dei complici di Mosè Giuseppe Ledda, condannato a 8 anni e mezzo per il colpo, si persero le tracce.
Adesso la Guardia di finanza ha rimesso le mani sul caso sequestrando a Ledda, ai fini di confisca, un patrimonio di oltre 100 mila euro di beni, tra cui un appartamento, un'auto e depositi bancari e postali, che sarebbero frutto di riciclaggio.
Le indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Nuoro si sono concentrate su Ledda, all'epoca accusato di essere stato il basista del colpo visto che lavorava come guardia giurata per quella società. Nonostante il tempo trascorso, i Finanzieri hanno appurato che l'uomo si sarebbe servito dei suoi familiari per occultare la sua fetta di bottino. Attraverso accertamenti bancari e patrimoniali, i militari delle Fiamme gialle hanno dimostrato come i familiari, a partire dalla data della rapina, abbiano accumulato ricchezze sproporzionate rispetto al tenore di vita condotto sino ad allora e rispetto ai profili reddituali di pensionato (il padre), di casalinga (la madre) e di lavoratori dipendenti dalle entrate modeste (il fratello e la sorella).
Fortune che secondo gli investigatori sarebbero riconducibili proprio al denaro della rapina di nove anni fa: ci sarebbe infatti una netta sproporzione tra le entrate dei familiari e gli investimenti. Le indagini adesso proseguono per accertare dove sia finito il resto del denaro e per individuare gli altri componenti della banda (si ipotizza che il commando fosse formato da almeno altre quattro persone).
Il sequestro è stato richiesto dal pm della Procura di Nuoro Giorgio Bocciarelli e firmato dal Gip Mauro Pusceddu.







