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"Il G7 del 2017 si faccia alla Maddalena, per cancellare lo scempio provocato nel 2008 dallo spostamento del G8 all'Aquila". Lo chiede un gruppo di attivisti sardi e lombardi capeggiati dall'antiquario e storico dell'arte sassarese Amedeo Chessa e dalla filantropa milanese Paola Guerra Anfossi, che insieme ai familiari gestisce una serie di iniziative destinate alla creazione di un gemellaggio tra La Maddalena e L'Aquila.
Oggi a Sassari, nella sala convegni dell'hotel Leonardo Da Vinci, i due attivisti hanno formalizzato la proposta, sostenuta dall'associazione culturale "L'Osservatorio" di Milano e da numerose associazioni di promozione sociale e culturale di Sassari. "Renzi propone come sede del G7 quel che resterà di Expo 2015 a Milano. Forse ha dimenticato – denunciano – i danni che lo spostamento del G8 del 2008 ha provocato alla Sardegna". Per dare forza alla loro proposta, i promotori della candidatura de La Maddalena ricorrono ai numeri.
"Nell'arcipelago sono stati gettati al vento 400milioni di euro per opere incompiute in uno spazio di 27mila metri quadri di edifici, 90mila metri di aree a terra e 110mila di mare", dicono.
Secondo Paola Guerra Anfossi, "Milano è inadatta a un'iniziativa del genere, come dimostra quanto è accaduto l'1 maggio in occasione dell'inaugurazione di Expo 2015 – spiega – mentre la Sardegna, per le sue caratteristiche, sarebbe perfetta per ospitare la manifestazione anche in un contesto geopolitico teso come quello attuale". Per Massimo Todisco, presidente dell'Osservatorio di Milano, "il trattamento riservato dagli ultimi governi alla Sardegna, tra quel che è successo a La Maddalena e la situazione delle basi militari, è peggiore di quello che gli imperi riservavano alle colonie". Da qui la proposta per porre fine a "uno scandalo che da anni si consuma nel silenzio della politica e dei partiti".
Pieno sostegno all'iniziativa arriva dall'ex governatore della Sardegna, l'attuale deputato di Unidos Mauro Pili. "A La Maddalena – afferma – ci sono tutte le condizioni per recuperare un'area con infrastrutture e strutture decisive per il futuro di tutta l'Isola". Il parlamentare sardo parla di "incapacità e negligenza" e ritiene "inderogabile un'ulteriore segnalazione alla Corte dei conti per lo spreco di risorse pubbliche. Aver dilapidato quasi 400milioni a La Maddalena, lasciando solo un deserto di incuria e abbandono, è non solo inaccettabile ma costituisce un vero e proprio reato che va perseguito a tutti i livelli", chiarisce Pili.