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Anche la Asl di Olbia fa una stima dei danni causati dal passaggio del Ciclone Mediterraneo: nella giornata del primo ottobre si sono registrate infiltrazioni d'acqua a La Maddalena, all'ospedale Paolo Merlo, e nella struttura sanitaria di Padule, e a Olbia, nell'ospedale Giovanni Paolo II.
Giovedì sera in particolare vi sono state infiltrazioni d'acqua nell'ala Medicina donne e in una parte del Pronto soccorso "che hanno comportato, su disposizione della Direzione medica, il trasferimento di alcuni pazienti da un'ala all'altra dell'ospedale: una decisione assunta, in via precauzionale, a tutela della incolumità e salute dei pazienti – spiega la Asl 2 – grazie al pronto intervento di tutti gli operatori sanitari, ma anche dell'Unità di crisi del Comune, dei volontari e dei Vigili del Fuoco, il disagio per i pazienti è stato minimo".
Nella notte fra giovedì e venerdì una ditta specializzata in pulizie ha provveduto a ripristinare gli ambienti e l'attività ospedaliera ha ripreso regolarmente sin dalle ore 7 del mattino di venerdì 2 ottobre. Secondo le verifiche disposte dall'Azienda sanitaria "l'acqua all'ospedale Paolo Merlo è filtrata per cause accidentali, soprattutto a causa dell'eccezionalità dell'evento, da un vano del tetto". Infiltrazioni anche nella struttura di Padule, sede degli ambulatori del Distretto sanitario, in cui a causa del mancato funzionamento delle pompe di sollevamento, 50 centimetri d'acqua hanno invaso il seminterrato. Acqua anche in alcuni corridoi dell'ospedale di Olbia, ma in questo caso non è stato necessario spostare alcun paziente e i disagi sono stati minimi. "Conclusa le fasi di emergenza, l'ufficio Tecnico della Asl ha avviato un'analisi delle problematiche riscontrate durante il maltempo così da predisporre interventi risolutivi e definitivi che impediscano il ripetersi di quanto accaduto", ha concluso la Azienda sanitaria.