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Per migliorare le competenze degli studenti e contrastare la dispersione scolastica, la Regione mette in campo il progetto "Tutti a Iscol@", con diverse linee di intervento che prevedono: scuole aperte, inclusione e sostegno psicologico, e miglioramento dell'apprendimento di base. Su proposta dell'assessore della Pubblica Istruzione, Claudia Firino, l'Esecutivo ha oggi dato il via libera al progetto, che prevede un investimento di 19 milioni di euro.
"La Sardegna è tra le regioni italiane con il più alto livello di abbandono scolastico – ha detto l'assessore – con una percentuale del 24,7% contro una media nazionale del 17%. Anche per ciò che concerne le percentuali di difficoltà di apprendimento c'è stato un aumento negativo negli ultimi anni, che fa registrare un 27% nella lettura e un 33% in matematica.
Il progetto "Tutti a Iscol@", discusso e condiviso con i territori in questi mesi, è rivolto agli istituti che fanno registrare le maggiori percentuali di abbandono, e con studenti che si trovano in particolari situazioni di difficoltà e svantaggio".
Per rafforzare i processi di apprendimento degli studenti sono previsti progetti integrativi, oltre l'attività didattica ordinaria, che serviranno a favorire la piena inclusione dei ragazzi nell'ambiente scolastico. "Per realizzare questo tipo di attività extracurriculari sarà indispensabile che gli istituti abbiano una dotazione di personale aggiuntivo – ha detto l'assessore – sia docente che Ata. Abbiamo anche previsto azioni strutturate per il recupero delle competenze di italiano e matematica. L'immissione di nuovi docenti nelle scuole servirà a dare supporto ai professori ordinari nell'uso delle nuove tecnologie finalizzate alla didattica, e a studiare nuove strategie di insegnamento e apprendimento. Con un investimento di 9 milioni saranno potenziate le nuove tecnologie e i nuovi linguaggi con i quali gli studenti, lavoratori di domani, dovranno confrontarsi".
Tra le altre azioni: 4,5 milioni di euro per ampliare l'offerta formativa con progetti e percorsi extracurriculari favorendo sempre maggiori competenze nel campo della programmazione e sperimentando il Fab Lab: "laboratori in piccola scala di digital fabrication, per dare sostegno alla formazione tecnica, molto debole nelle scuole superiori".