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Le Unità pastorali per sopperire alla carenza di sacerdoti e la figura del "testimone" che sostituisce quella del padrino e della madrina quando la persona scelta non ha i requisiti indicati finora dalla Chiesa. Sono le due novità più importanti introdotte dal Sinodo diocesano di Oristano che si concluderà domenica prossima dopo due anni di lavoro con una solenne concelebrazione pomeridiana nella cattedrale di Santa Maria.
Le due novità sono state anticipate stamattina dall'arcivescovo Ignazio Sanna nel corso di una conferenza stampa e diventeranno operative soltanto quando lo stesso arcivescovo firmerà i relativi "decreti". La proposizione che prevede la introduzione della figura del "testimone" non ha avuto vita facile. Dopo una prima bocciatura, è stata riproposta dall'arcivescovo e stavolta è passata nonostante una trentina almeno di voti contrari. Consentirà di fare in qualche modo da padrino, ma sui registri parrocchiali non sarà indicato come tale, anche a persone come conviventi e divorziate alle quali finora non era consentito. In qualche diocesi del Nord Italia una figura simile esiste già da anni, ma in Sardegna è una assoluta novità e anticipa in qualche modo un orientamento che potrebbe essere ufficializzato dal Sinodo della Famiglia aperto proprio in questi giorni da Papa Francesco. Nessun problema invece per le Unità pastorali. Le prime a essere ufficializzate potrebbero essere quelle che fanno riferimento alle Foranie di Laconi e di Ghilarza, che possono contare ognuna solo su tre parroci a fronte rispettivamente di sei e di sette parrocchie.
Ogni parroco manterrà la titolarità delle proprie parrocchie ma tutti insieme collaboreranno per gestire per esempio le attività pastorali come, per esempio, le lezioni di catechismo. Per sopperire alla carenza di sacerdoti le parrocchie senza sacerdote residente sono 20 su 85: così il Sinodo diocesano apre a un ruolo ancora più forte dei laici. In ogni parrocchia diventeranno, infatti, obbligatori il Consiglio pastorale e il Consiglio per gli affari economici, che saranno composti appunto da laici. Ed i laici, ha spiegato ancora mons. Sanna, potranno fare tutto quello che non possono fare i sacerdoti, escluse naturalmente la celebrazione della messa e la confessione.