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Circa 50 opere, tra dipinti, acquerelli e disegni provenienti da collezioni pubbliche e private, racconteranno la personalissima visione del mondo di Paul Klee in una grande mostra allestita dal 30 ottobre al 14 febbraio negli spazi del Man di Nuoro. Un'occasione straordinaria per approfondire alcuni aspetti poco indagati della poetica e della ricerca espressiva di uno degli indiscussi maestri, tra i più complessi e originali, dell'arte europea del '900. Intitolata 'Paul Klee. Mondi animati', l'importante rassegna, realizzata dal Museo d'Arte della Provincia di Nuoro con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Provincia e della Fondazione Banco di Sardegna, è stata curata da Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno (con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch), che hanno voluto esplorare un elemento fondamentale nell'opera dell'astrattista tedesco di origini svizzere, protagonista delle avanguardie nei primi decenni del XX secolo.

Attraverso una selezione di capolavori provenienti da musei come quelli di Locarno, di Ascona , del Territorio Biellese, dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, dalla Gam di Torino, dal Mart, dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, i curatori sono riusciti infatti a documentare la percezione da parte di Klee della presenza di un principio vitale, generativo, insito nella materia delle cose. Pur arrivando a ''riconoscere la manifestazione dell'unica legge – scriveva egli stesso nei suoi Diari – che regola il tutto e trarne vantaggio'' , Klee ha mai parlato di animismo. Tuttavia la sua opera appare permeata da uno spirito animato, avvertito in tutta la realtà materiale ed evocato dalla stessa azione creativa dell'artista. In quanto, attraverso il proprio sguardo vivificatore, è in grado di portare alla luce l'elemento generatore presente nei diversi mondi che popolano il cosmo, nascosto sotto la superficie delle cose. Che siano uomini, bambini, animali, oggetti, paesaggi o architetture, i mondi di Klee obbediscono quindi tutti quanti alla medesima legge della natura, che l'artista (da lui definito 'creatura superiore') indaga e imita.

Una visione, questa, che sembra palesarsi in molte opere del maestro, in particolare nei disegni e negli acquarelli degli anni '20 e '30, in lavori come 'Feigenbaum (Fico)' del 1929, o 'Im Park (Nel parco) del 1940, presenti in questa mostra, o ancora il dipinto 'Wohin? (Dove?)' del 1920, proveniente dalle collezioni della Città di Locarno, esposto nel 1937 all'interno della mostra 'Arte degenerata', organizzata dal regime nazionalsocialista tedesco. La rappresentazione del mondo animale di Klee offre invece una serie di parabole, di favole morali, dove l'animale è innalzato al ruolo di essere umano, nei vizi e nelle virtù. Ad esempio, nel disegno 'Tierfreundschaft (Amicizia tra animali)', un cane e un gatto si accompagnano in una tranquilla passeggiata, incarnando il senso di amicizia che può nascere tra due esseri umani. Ma il principio generativo insito in tutte le cose è ravvisabile soprattutto in quelle opere che, in maniera dichiarata, evocano o imitano il mondo dell'infanzia, come in 'Hier der bestellte Wagen! – Ecco la carretta richiesta' (1935) e nello straordinario 'Getrubtes – Turbato' (1934), proveniente dalla Gam Torino, o ancora in quei lavori dove le figure sono rappresentate con tratti stilizzati, alla maniera dei bambini, come in 'Gebarde eines Antlitzes (Espressioni di un volto)' del 1939.

Forme di vita organiche e spiriti della materia animano quindi i diversi soggetti rappresentati da Klee, una visione che affonda le radici nella cultura del tempo, nelle scoperte scientifiche (dalla fisica quantistica alla nascita della psicanalisi) e che nella sua produzione trova una sintesi formale in 'Figurale Blatter (Foglie figurate)', capolavoro del 1938, in cui alcune figure antropomorfe, come piccoli feti, vivono rannicchiate all'interno di foglie-incubatrici.