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"Incontrarsi per condividere le criticità che ogni sindaco ha vissuto e vive nella gestione degli allerta meteo è cosa buona e giusta. Servirà per affinare la nostra conoscenza del sistema, per trovare un modus operandi comune, e servirà per condividere le buone prassi di ciascuno. Ma è necessario farlo con serenità ed onestà intellettuale. Se è vero che noi sindaci non dobbiamo accettare di essere lo scaricabarile di responsabilità altrui, allo stesso modo non dobbiamo scaricare le nostre responsabilità su altri", è la presa di posizione del consigliere regionale Valter Piscedda (Pd), sindaco di Elmas, in merito agli allarme-meteo dei giorni scorsi.

"Il sistema della Protezione civile è un sistema studiato e attuato a livello nazionale e finalmente, con questa giunta regionale, il sistema è perfettamente operante e funzionante anche in Sardegna. Il sistema funziona – ha aggiunto Piscedda – ed ha consentito a tutti i sindaci, ed ai diversi soggetti coinvolti, di essere immediatamente operativi e di poter intervenire con prontezza nelle situazioni di emergenza. Cercare nell'operato della Protezione civile regionale il capro espiatorio di scelte che sono in capo a noi sindaci non è giusto, e nemmeno corretto. Alla Protezione civile spetta il compito di allertare i sindaci e le popolazioni, e di intervenire direttamente nelle situazioni di estrema criticità a supporto delle amministrazioni comunali. E questo è avvenuto, come previsto dalle normative vigenti. Il resto spetta a noi sindaci in base a quanto previsto nei piani di Protezione civile comunali. Siamo noi sindaci che conosciamo la realtà dei nostri territori, e il livello di pericolo presente nei nostri luoghi pubblici e/o privati, scuole comprese. Non esiste e non deve esistere un 'sistema' che metta sullo stesso piano tutti i territori della nostra isola, estremamente complessi e diversi dal punto di vista del rischio idrogeologico. La specificità in questo caso è un valore da proteggere, ed è questo che va messo a sistema. Noi sindaci dobbiamo avere risorse e mezzi necessari per fare le scelte che riteniamo più opportune in caso di emergenza. E questo non è nella disponibilità e nei compiti della Protezione civile regionale. Non alimentiamo polemiche e non cerchiamo soggetti terzi ai quali scaricare le nostre responsabilità, esattamente come dobbiamo pretendere che nessuno scarichi su di noi le proprie responsabilità".