Gli agenti della Digos di Cagliari stanno lavorando per ricostruire quanto accaduto ieri sera durante la manifestazione antimilitarista, sul lancio di uova, fumogeni e sul danneggiamento e imbrattamento di palazzi e vetture nel centro della città.
La manifestazione, evento conclusivo del campo antimilitarista installato la scorsa settimana a Monte Urpinu, non era autorizzata, non erano state fornite informazione su dove il corteo composto da un'ottantina di persone volesse dirigersi. I partecipanti rischiano quindi una denuncia per manifestazione non autorizzata, ma anche per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.
Più della metà dei partecipanti alla manifestazione non erano sardi, ma arrivati appositamente dalla penisola e addirittura in cinque dalla Svizzera; molti avevano già ricevuto il foglio di via dopo le manifestazioni di Decimomannu e Capo Frasca, ad altri era stato notificato appena arrivati in Sardegna, ma lo hanno violato.
Adesso la Polizia sta visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona per identificare i responsabili degli incidenti – il corteo è stato caricato alcune volte – e dei danneggiamenti.
''La città di Cagliari non può diventare la capitale delle manifestazioni non autorizzate o una sorta di terra di nessuno in cui gruppi bene individuati, o bene individuabili, pensano di fare ciò che vogliono, occupando immobili pubblici, scatenando disordini o imbrattando la città''. Lo ha dichiarato il coordinatore regionale di Forza Italia, Ugo Cappellacci, commentando gli scontri avvenuti ieri sera durante la manifestazione anti-militarista.
''Quando un'amministrazione comunale – prosegue l'ex presidente della Regione – rimane in silenzio su episodi di questo genere, sempre più frequenti, o non reagisce ad esempio all'occupazione illegale di una scuola pubblica, di fatto espone la città a situazioni che sono terreno fertile per episodi di vera e propria inciviltà. Sia chiaro che da un lato ci sono i cittadini e le forze dell'ordine, chiamate a garantire la sicurezza, e dall'altro c'è chi, col pretesto di una battaglia politica, pensa di godere di una sorta di immunità. Finora cittadini e forze dell'ordine sono stati lasciati soli da chi guida la città. E giunto il momento – ha concluso Cappellacci- che il Comune scelga da che parte stare e lo faccia con atti concreti''.







