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"Il buco della sanità sarda per il 2015 supera i 300 milioni di euro e pensare di far fronte, nell'immediato, a questo sbilanciamento soltanto attraverso i tagli nei servizi della salute sarebbe come utilizzare una mannaia sulla carne viva delle nostre comunità". Così il presidente della Commissione Bilancio, Franco Sabatini (Pd), che si dice disposto fin d'ora a sostenere l'ipotesi "che da qualche tempo circola negli ambienti della maggioranza" sull'eventuale finanziamento per coprire il disavanzo della sanità sarda. La dichiarazione arriva a due mesi dalla fine dell'anno, quando la Giunta sta già predisponendo la Finanziaria 2016. Sabatini ritiene però che "tale misura straordinaria di finanziamento può essere assunta soltanto se accompagnata da un'intesa quadro con i ministeri competenti della Salute e delle Finanze che comprenda anche un piano quinquennale di rientro della spesa sanitaria. Nonché dall'approvazione della attesa riforma sanitaria e dal conseguente superamento dell'attuale regime commissariale che caratterizza il governo delle Aziende sanitarie e dell'aziende ospedaliere universitarie della Sardegna". Secondo l'esponente del Pd, "non è più il tempo degli infingimenti, dello scarica barile, del guardarsi indietro ma è il tempo del coraggio delle scelte, della trasparenza, e della responsabilità politica, se davvero vogliamo 'guarire' il malato cronico del bilancio regionale, quale è da sempre la sanità sarda, i suoi costi e perché no, anche i suoi sprechi".