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Tasso di crescita della popolazione straniera nell'Isola in crescita del 300%. Mentre quello dei cittadini sardi è quasi fermo: appena +1,0%. Sono i dati della ricerca Iares Acli presentati questa mattina nel corso del convegno "La rete Liantza, l'altra faccia dell'immigrazione: la rete degli operatori in Sardegna". Le percentuali si riferiscono al decennio 2004-2014. In crescita anche l'incidenza della popolazione straniera sul totale della popolazione residente: dallo 0,8 del 2004 al 2,7% del 2014. I dati aggiornati all'1 gennaio 2015 parlano di 45.079 cittadini stranieri residenti in Sardegna, pari allo 0,8% di tutti gli immigrati presenti in Italia (5.014.437). Analizzando i dati Istat si evince che i cittadini stranieri maschi sono 19.912 (44%) e le femmine 25.167 (56%), nell'ultimo anno l'incremento rispetto al totale della popolazione residente è stato del 2,71%, mentre la variazione rispetto all'anno precedente è stata del 6,93%. A livello provinciale è sempre Cagliari al primo posto con 14.732 stranieri, segue Olbia-Tempio con 11.549. Ma la provincia gallurese si conferma al primo posto per l'incremento rispetto al totale della popolazione residente pari al 7,22%, mentre è la provincia di Nuoro ad avere la variazione maggiore rispetto all'anno precedente 10,76%. Fra i comuni al primo posto c'è Cagliari con 7.141 cittadini stranieri, al secondo posto Olbia (5.668) e al terzo Sassari (3.454). Mentre l'incremento maggiore di cittadini stranieri rispetto alla popolazione spetta al comune di Arzachena. La ricerca approfondisce anche la mappa delle aree geografiche di provenienza. Al primo posto l'Europa al 54,27% (24.463), segue l'Africa al 22,55% (10.164), poi l'Asia 18,44% (8.316). Al quarto posto l'America 4,63% (2.086) e infine l'Oceania 0,07% (33). La componente romena e le altre comunità provenienti dal continente europeo, in particolare l'Ucraina, la tedesca e la polacca, assorbono quasi il 40% dei cittadini stranieri residenti. La classifica dei Paesi vede sempre al primo posto la Romania 13.446 (29,83%), segue il Marocco 4.319 (9,58%), al terzo posto il Senegal 3.799 (8,42%), quarto posto la Cina 3.224 (7,15%), Ucraina 2.133 (4,73%), Filippine 1.935 (4,29%). Nel caso del Marocco, della Cina e del Senegal la componente maschile prevale su quella femminile. Mentre nelle comunità provenienti dall'Ucraina, Polonia, Romania, Filippine prevale quella femminile con un rapporto di circa 8 a 2. 

Un protocollo d'intesa con la Regione per rafforzare la prima Rete degli operatori dell'immigrazione in Sardegna, avviata dal progetto Liantza. L'ha proposto l'assessore regionale del Lavoro, Virginia Mura, intervenendo al convegno conclusivo del progetto. Intitolato "L'altra faccia dell'immigrazione", all'appuntamento è intervenuto in collegamento via Skype anche l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, assieme a rappresentanti istituzionali, esperti e operatori impegnati nel settore. "Credo che il progetto Liantza che si chiude vada considerato solo l'inizio di un percorso comune – ha detto l'assessore Mura -. Propongo di stipulare un Protocollo d'Intesa con la Rete che è stata costituita: è una realtà preziosa per la Consulta regionale per l'Immigrazione che si occupa dell'integrazione dei migranti, che per certi versi ancora più difficile della prima accoglienza. Lavorando insieme potremo limitare la frammentarietà della progettazione e della spesa delle risorse finanziarie, che non sono poche". Dall'esponente della Giunta anche una "comunicazione di servizio" attesa dai tanti mediatori culturali presenti e salutata da un applauso della platea: "a novembre uscirà il bando per queste figure, che verranno inserite nell'Agenzia regionale del Lavoro". "Il 15 ottobre – ha sottolineato Arru – sono state presentate a Bruxelles le buone pratiche attive in Europa, e due regioni italiane, la Toscana e la Sardegna, sono state citate come modelli. Siamo riusciti a gestire gli sbarchi con grande umanità e professionalità. I medici hanno garantito assistenza immediata in porto, ambulatori di strada per i migranti, centri di orientamento per servizi sanitari. Dopo il lavoro sulla prima accoglienza ora dobbiamo farne uno altrettanto importante sull'integrazione. Liantza vuol dire rete e per l'integrazione serve questo: lavorare insieme. Se riusciamo a dare una risposta di civiltà, contrastiamo il razzismo". Finanziato dall'assessorato del Lavoro con risorse del Fondo sociale europeo 2007-2013, il progetto da quando ha preso avvio, ad aprile 2014, ha messo a confronto sul territorio operatori, istituzioni, rappresentanze degli immigrati. "Liantza" ("legame" in sardo) ha realizzato 171 incontri in tutte le province, ha prodotto 52 schede progetto ed elaborato 12 protocolli d'intesa. Un percorso partito dal basso e fondato sull'ascolto per costruire, concretamente, una nuova politica dell'immigrazione. Il convegno è stato aperto dai saluti del sindaco di Cagliari Massimo Zedda e dal prefetto Giuliana Perrotta. Vari gli intervenuti fra i quali il sottosegretario del ministero degli Interni con delega all'immigrazione Domenico Manzione, mentre l'europarlamentare ed ex ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge ha partecipato con un videomessaggio.