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No ai licenziamenti al porto di Cagliari. E sindacati e dipendenti della Clp, una delle aziende dello scalo marittimo del capoluogo, scendono in piazza davanti alla sede dell'Autorità portuale per salvare i posti di lavoro. La mobilitazione – spiegano la sigle sindacali – nasce dopo l'annuncio dell'esubero di venti dipendenti. In campo anche il segretario nazionale del Sul, Antonio Pronestì: "Di fronte ad un porto che cresce – ha spiegato – assistiamo invece all'annuncio dei licenziamenti. Per noi è inconcepibile: pronti allo sciopero se non ci dovessero fornire garanzie e soluzioni. Mentre le altre aziende assumono, qui invece si vuole licenziare. Andremo avanti con la battaglia sin quando non si troverà una soluzione". Il sit-in è cominciato alle 10: davanti all'Authority bandiere e cartelloni molto chiari: "Giù le mani dai portuali", "Le nostre famiglie hanno il diritto di mangiare". In piazza, tra le altre sigle, anche la Cgil: "Chiediamo – ha detto Massimiliana Tocco, responsabile Filt Cgil – che l'Autoritá portuale si faccia garante dei posti di lavoro. Di fronte a una crescita del porto questa situazione è inaccettabile". Una delegazione di lavoratori incontrerà in mattinata i vertici dell'Ap. Dall'esito del colloquio dipenderanno le prossime mosse dei lavoratori e dei sindacati. Parola d'ordine: i posti di lavoro non si toccano. Data dello sciopero non ancora programmata. "Ma se non dovessero dare risposte- conferma Pronestì- sarà inevitabile".