Presidio dei lavoratori delle Zir, gli otto consorzi industriali di interesse regionale di Tempio, Valle del Tirso, Siniscola, Macomer, Ozieri-Chilivani, Nuoro Patrosardo, Sassari Predda Niedda e Iglesias, davanti al palazzo della Regione in viale Trento a Cagliari, dove ha sede l'assessorato dell'Industria.
Dei 48 dipendenti, che hanno il contratto Ficei (contratto collettivo dei lavoratori dei consorzi industriali), 12 non percepiscono lo stipendio da diversi mesi: addirittura quelli di Siniscola da due anni. Oggi, con i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil della funzione pubblica, hanno chiesto un incontro urgente all'assessore Maria Grazia Piras, venendo ricevuti dal capo di Gabinetto, Simone Atzeni.
"Dalla legge di riordino, al 10 del 2008, non è stato fatto niente e la normativa non è stata applicata – ha detto Fulvia Murru della Uil – le procedure di liquidazione non sono andate avanti e i lavoratori continuano ad operare erogando servizi alle imprese che insistono nelle Zir. Eppure la legge prevedeva il ricollocamento del personale nei Comuni".
Secondo Nino Cois, della Cgil, "la legge non è stata mai attuata ei lavoratori si trovano in una situazione kafkiana. Di loro nessuno di occupa tanto meno la politica, cioè la Giunta e il Consiglio regionale. Eppure le Zir sono dirette da manager i cui stipendi, in alcuni casi, superano i 200 mila euro".
Si conclude con un nulla di fatto l'incontro sulle zone industriali di interesse regionale, dopo la protesta dei lavoratori questa mattina in Viale Trento..
I sindacati si dicono insoddisfatti e chiedono una procedura d'urgenza per le due proposte di legge sul riordino delle Zir in Consiglio regionale, una presentata da Franco Sabatini (Pd) e l'altra da Alessandra Zedda (Fi) come primi firmatari.
"Chiederemo anche di essere sentiti dal presidente della Commissione Industria, Luigi Lotto – dicono i sindacati – crediamo che la situazione sia sfuggita di mano perchè i tempi della politica sono troppo lunghi visto che con la normale procedura si arriverebbe a febbraio marzo. Per questo motivo chiediamo un'accelerazione per l'esame di un testo di legge".







