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Sono nove le persone arrestate – tra cui un ristoratore e altri insospettabili – nell'operazione "Casa mia" da parte della Polizia di Stato che ha chiuso un'inchiesta su un traffico di droga in Gallura, principalmente concentrata a Olbia e in Costa Smeralda.
Gli agenti, su disposizione del gip del tribunale di Tempio Pausania, Marco Contu, hanno eseguito all'alba quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di Christian Ambrosio, 37 anni, ristoratore, Giada Carta, di 28 anni, Marco Manzo, 32 anni, e di un quarto soggetto, a cui il provvedimento non è stato ancora notificato, e pertanto non ne sono state rivelate le generalità.
Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Anna Saba, 30 anni, Mauro Carboni, di 24, Lino Cau, di 36, Alessandro Arcangeli, di 40, e un cittadino egiziano, Mohamed Alì Hassan Shawqui, di 43 anni.
La complessa indagine, i cui dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dallo stesso pm Angelo Beccu e dal vice questore aggiunto Fernando Spinicci, ha preso il via da un episodio di criminalità risalente al 2014 quando due molotov furono collocate davanti al negozio di tatuaggi a Olbia.
Un attentato fallito in seguito all'intervento della vittima, che aveva messo in fuga il malvivente. Gli elementi raccolti in quell'occasione e le intercettazioni telefoniche e ambientali avevano però consentito agli agenti di scoprire l'esistenza in città di una fiorente attività di spaccio di cocaina, marijuana e hascisc, spesso ceduta all'interno delle stesse abitazioni degli arrestati, da qui il nome dell'operazione "Casa mia".
Un'indagine che nel corso dell'ultimo anno ha portato al sequestro di un considerevole quantitativo di droga. "A Olbia – ha affermato il pm Angelo Beccu – passa un vero e proprio fiume di droga. Un fenomeno drammaticamente diffuso, sul quale non daremo tregua"