"Sul comportamento del Questore di Cagliari, che ha ordinato l'aperta repressione di una manifestazione pacifica e popolare davanti al perimetro della base di Teulada, dove si svolgevano le esercitazioni di guerra non autorizzate e illegali per lo spirito e la lettera della Costituzione italiana, non solo non si deve tacere, ma il presidente della Giunta della Sardegna dovrebbe chiedere il suo trasferimento perchè ha offeso la dignità del popolo sardo".
Così Giacomo Meloni, segretario della Confederazione sindacale sarda (Css), dopo gli scontri di ieri che hanno portato alla denuncia di 28 pacifisti: 16 per l'intrusione nel perimetro militare e 12 per aver violato il foglio di via.
"Caro signor Questore di Cagliari, e se dovessimo noi sardi dare a lei il foglio di via come indesiderato nella nostra terra?", chiede in polemica Meloni ricordando le vecchie prerogative della Regione Sardegna che prevedevano l'espressione del gradimento sulle alte cariche e sui manager delle aziende di Stato inviate nell'isola. "Se Francesco Pigliaru interpretasse correttamente il grido dei sardi contro le servitù militari e lo stupro delle esercitazioni Nato Trident Juncture – incalza il sindacalista – dovrebbe uscire pubblicamente dichiarando il non gradimento di tutte quelle autorità che hanno permesso questo disastro nella nostra Sardegna".
"Nutro profondi dubbi sulla corretta gestione dell'ordine pubblico da parte della Questura di Cagliari in occasione della manifestazione del 3 novembre scorso contro l'esercitazione della Nato denominata Trident Juncture. Questo clima ormai si ripropone da mesi e sta determinando una oggettiva compressione del diritto delle persone a manifestare". Lo dice il deputato di Sel, Michele Piras che annuncia di avere depositato una interpellanza al ministro dell'Interno con la quale chiede di "aprire una indagine volta a verificare la corretta gestione dell'ordine pubblico in Sardegna e a Cagliari in particolare".
Secondo il parlamentare sardo, "aver negato l'autorizzazione al corteo del 3 novembre appare una grave forzatura delle norme esistenti, del dettato costituzionale, delle più corrette ed equilibrate pratiche di gestione dell'ordine pubblico, che non trova giustificazione in alcun 'comprovato motivo di sicurezza o di incolumità pubblica' (art.17 Costituzione)".
"La mancata autorizzazione e la spropositata esibizione muscolare delle forze dell'ordine sul territorio – denuncia ancora Piras – ha creato un clima di tensione del quale non solo non si avvertiva il bisogno ma che ha impedito ai cittadini di manifestare liberamente il proprio pensiero e la propria opinione gettando le basi per sporadici tafferugli che ovviamente hanno monopolizzato le cronache, soffocando il messaggio di una manifestazione pacifica e pacifista contro l'occupazione militare".







