"Un vero e proprio golpe energetico. La Sardegna sarà sempre più dipendente dal sistema elettrico nazionale. In pratica le centrali sarde non sono più strategiche e con la decisione di eliminare il regime di essenzialità vanno dritte verso la dismissione", lo denuncia il deputato Mauro Pili (Unidos) in un'interrogazione facendo riferimento a "comunicazioni riservate del 7 e 8 settembre di Terna che ha formalizzato la proposta di revocare il regime di essenzialità per le centrali sarde".
"Dalla centrale Sulcis ad Ottana. Si salverebbe solo quella di Macchiareddu che sarebbe però già in fase di dismissione – sostiene il parlamentare -. La decisione che cancella il regime di essenzialità per gran parte delle centrali elettriche dell'Isola è stata adottata il 22 ottobre scorso con la delibera 496 dell'Autorità garante per l'energia. E' stata Terna, la società che gestisce la trasmissione elettrica a decidere di spegnere sostanzialmente le centrali sarde. Terna, con una comunicazione che l'autorità ha messo sotto copertura per ragioni commerciali – conclude – ha deciso che l'approvvigionamento elettrico della Sardegna non è a rischio e pertanto ogni pericolo di black out potrà essere fronteggiato con il cavo di connessione Sapei tra la Sardegna e la Penisola".
Dopo l'allarme lanciato dal deputato di Unidos Mauro Pili, che ha denunciato il rischio che il regime di essenzialità del sistema elettrico sardo possa sparire, decretando la chiusura di tutte le centrali elettriche, anche la Rsu della centrale elettrica Enel del Sulcis ritiene che "porre in discussione la reale sussistenza della produzione elettrica significherebbe dare un'ulteriore colpo alla già drammatica situazione che il settore industriale del Sulcis negli anni ha subito è sta subendo". A rischio ci sono oltre 200 lavoratori diretti e 300 indiretti.
"Ulteriori esiti legati all'instabilità di esercizio della centrale Sulcis, avviata alla non produzione, potrebbe agire negativamente verso il futuro riavvio delle produzioni nel comparto dei metalli non ferrosi per la quale il fattore sinergico del comparto industriale è fondamentale oggi più di prima – aggiunge il sindacato . Insomma un castello di carte in precario equilibrio che può crollare da un momento all'altro se venisse meno la carta dell'essenzialità per la Centrale Elettrica Grazia Deledda di Enel produzione SpA. Un rischio che il territorio del Sulcis e la Sardegna non può permettersi di correre".
Per questo motivo la Rsu lancia un appello alla politica sarda perché "si faccia carico di portare il grido d'allarme dei lavoratori e del sindacato nelle stanze del Parlamento nazionale ed europeo così come nelle sedi governative dove oggi si decide il nostro futuro".







