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Da poche settimane è stato completato il trasferimento in Sardegna di 90 boss detenuti sottoposti al 41 bis, il duro regime carcerario. I mafiosi sono stati sistemati nel nuovo carcere di Bancali a Sassari, realizzato appositamente per ospitare i più pericolosi detenuti che devono sottostare a particolari condizioni. Sono così stati trasferiti mafiosi di Cosa nostra, Camorra e 'Ndrangheta provenienti da altri istituti di pena. Nel numero dell'Espresso, in edicola domani, vengono fatti i nomi dei boss che adesso sono rinchiusi a Sassari, raccontato il piano segreto che è stato attuato nei mesi scorsi a cominciare da giugno, per il trasporto in aereo dei boss, e viene descritta la nuova struttura di Bancali con celle super sicure e isolate, di 12 metri quadrati.
Un piano coordinato dalla Procura nazionale antimafia e dal Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria oggetto già di polemiche, dalla primavera scorsa con le denunce del deputato sardo di Unidos Mauro Pili, che a maggio aveva annunciato l'arrivo, "in tutta segretezza", nell'Isola di 70 detenuti. Il settimanale descrive quei luoghi anche all'interno.
È una sorta di alveare. Le celle sono divise in blocchi, in cui si possono affacciare solo quattro detenuti: quelli che trascorrono insieme l'ora d'aria in un piccolo cortile attiguo.
Non solo. Accanto a ogni cella c'è una stanzetta per i video collegamenti con le aule giudiziarie: da lì assisteranno ai processi in cui sono imputati o parleranno con i loro avvocati.
Il loro mondo finisce lì: tutta la vita avverrà in poche decine di metri.