Parte delle opere legate allo stadio Is Arenas di Quartu non potevano essere autorizzate e, secondo l'accusa, altre si tentò di farle pagare non al Cagliari calcio ma attingendo da fondi pubblici. Da qui le accuse di violazioni urbanistiche e tentato peculato mosse dalla Procura di Cagliari che hanno convinto il Gup Mauro Grandesso ad accogliere la richieste di rinvio a giudizio nei confronti dell'ex presidente rossoblù, Massimo Cellino, dell'allora sindaco di Quartu, Mauro Contini, e di altre cinque persone. Il processo inizierà l'1 marzo 2016.
Per altri quattro imputati, invece, si deve ancora conoscere la decisione del giudice sulla concessione di riti alternativi.
E' stata dunque accolta la richiesta del pubblico ministero Enrico Lussu di mandare a processo gli undici indagati dell'inchiesta sulle presunte irregolarità attorno alla costruzione dello stadio di Is Arenas, a Quartu Sant'Elena (Cagliari), voluto dall'allora presidente del Cagliari calcio, Massimo Cellino, quando aveva deciso di lasciare lo stadio Sant'Elia e si era trovato la strada sbarrata dall'Enac, l'ente per l'aviazione civile, all'ipotesi di costruire la Karalis Arena (il nuovo stadio per la serie A) accanto all'aeroporto di Elmas.
Messo a disposizione il campo sportivo di Is Arenas dall'amministrazione quartese, con l'inizio dei lavori scattarono nel 2012 anche gli esposti di associazioni ambientaliste perché il complesso sportivo si trovava a ridosso dello stagno di Molentargius. Al culmine dell'inchiesta del pm Lussu, il 14 febbraio 2013 scattarono gli arresti cautelari – decisi dal Gip Giampaolo Casula – per Cellino, Contini e per l'assessore Stefano Lilliu. Il patron rossoblù tornò in libertà dopo circa tre mesi. Oltre a loro tre, l'1 marzo prossimo saranno processati davanti al collegio della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari anche l'imprenditore Marcello Vasapollo, committente dei lavori, l'ingegnere Graziano Mossa, il coordinatore della sicurezza Raffaele Perra e il direttore dei lavori Giacomo Manca di Villahermosa.
Il Gup Grandesso ha rinviato al 23 novembre l'udienza preliminare per decidere sulla richiesta di patteggiamento dell'ex dirigente del comune di Quartu, Pierpaolo Gessa, e le richieste di abbreviato di Antonio Grussu, imprenditore, Giorgio Caria, amministratore e geometra della ditta Andreoni, e Andrea Masala, direttore dei lavori. Tra i reati contestati spiccano, a vario titolo, oltre al tentato peculato, anche il falso e alcune violazioni dì norme urbanistiche. Il giudice ha inoltre accolto la richiesta di oblazione presentata da Cellino per uno dei reati minori: dovrà pagare 103 euro per aver invitato i tifosi del Cagliari a presentarsi allo stadio di Is Arenas per una partita nonostante un'ordinanza contraria del prefetto.







