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Il regime di essenzialità, che consente alla centrale elettrica di Ottana, agli impianti di Porto Torres e del Sulcis, di usufruire dei prezzi ridotti garantiti dall'Autorità per l'energia, non sarà rinnovato per il 2016. Lo annunciano Confindustria della Sardegna centrale, le segreterie confederali di Cgil, Cisl, Uil e quelle territoriali di Filctem, Femca, Uiltec, che questa mattina hanno preso visione degli elenchi pubblicati ufficialmente da Terna, nei quali non ci sono i tre impianti sardi.
"La notizia è gravissima e ha conseguenze devastanti – scrivono in un comunicato congiunto Confindustria e sindacati -: ci sarà il crollo definitivo del sito industriale di Ottana e si preclude anche ogni possibilità di rilancio di Ottana Polimeri (ferma da un anno e che produce Pet per la produzione di bottiglie di plastica, 80 gli addetti, ndr). Le conseguenze economiche, sociali e occupazionali saranno incalcolabili per un territorio già stremato dalla crisi. Nelle scorse settimane – proseguono – abbiamo più volte segnalato il problema alla Regione e abbiamo chiesto un intervento politicamente incisivo nei confronti del Governo. Quanto appreso stamattina in via ufficiale denota che il problema è stato sottovalutato e non è stata avviata alcuna azione politica forte nei confronti del Ministero a sostegno della proroga dell'essenzialità per le centrali elettriche sarde".
"Per la Sardegna Centrale in particolare – proseguono sindacati e associazione degli industriali – la perdita del regime di essenzialità ad Ottana equivale all'ennesimo e grave smacco: dal futuro della centrale elettrica dipendono strettamente le prospettive della Ottana Polimeri. Infatti gli sforzi messi in campo fino ad oggi per il rilancio della filiera chimica del Pet che legano assieme Ottana e Sarroch, difficilmente si concretizzeranno se la centrale elettrica non dovesse avere l'essenzialità".