Trecentomila euro per i costi di spegnimento e bonifica dell'incendio che avevano provocato e altri quattro milioni e 318 mila euro per i danni ambientali dei boschi pubblici di Pau, Usellus, Villaurbana e Villaverde.
Sono i numeri del maxirisarcimento al quale sono stati condannati dal Tribunale di Oristano due fratelli di Pau, Massimo e Ezio Demelas, di 62 e 57 anni, riconosciuti colpevoli del reato di incendio colposo in concorso per il rogo che il 23 luglio 2009 devastò 2.500 ettari di bosco sul monte Arci.
L'incendio, come avevano accertato gli investigatori del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale di Oristano e come è stato confermato dal Tribunale, era partito da un terreno vicino al campo sportivo di Pau dove la mattina del 23 luglio i due fratelli avevano bruciato un carico di carta del comune di Nureci che avrebbero dovuto portare invece allo smaltimento in cartiera.
In particolare i Demelas, ultimata l'operazione, non si sarebbero accertati del completo spegnimento del fuoco e il vento di scirocco che si era levato nel pomeriggio aveva riacceso il rogo propagandolo alla vegetazione circostante e poi ai boschi del Monte Arci. Le varie fasi dello spegnimento andarono avanti per tre giorni e quelle di bonifica per altri 25 impegnando decine e decine di uomini e anche mezzi aerei. I due fratelli hanno sempre negato che il devastante incendio fosse partito dai loro terreni e hanno già annunciato che ricorreranno in appello contro la sentenza del Tribunale.
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Devastarono boschi, due piromani condannati a pagare 4 milioni di euro







