“La politica costa, non è soltanto volontariato. Non vogliamo sponsor, abbiamo bisogno di aiuti per difenderci dalle bordate mediatiche, quando arriveranno». Così Piergiorgio Massidda, sabato scorso al T Hotel nel corso della presentazione la propria candidatura per la sfida a Zedda nel 2016. L’ex presidente dell’Autorithy, rimosso dal Consiglio di Stato dopo il ricorso di Massimo Deiana, ha distribuito agli oltre 500 partecipanti alla convention un volantino che conteneva l’iban di un conto aperto per il sostegno economico alla propria campagna elettorale. La mossa non è passata inosservata. I sostenitori hanno appoggiato l’iniziativa difesa come sistema trasparente di finanziamento politico, critici invece gli avversari. Tra questi il consigliere comunale Claudio Cugusi, La Base che ha immediatamente attaccato Massidda con un post al veleno: “il popolo lo sta costringendo a fare il sindaco e il popolo gli deve pagare come minimo la campagna elettorale”, ironizza. “lui non se lo può permettere, con la modesta pensione da parlamentare, i compensi da centinaia di migliaia di euro dell'Autorità portuale e la liquidazione della Camera dei deputati e del Senato che il popolo gli ha già pagato in vent'anni e più di politica dentro Forza Italia. A proposito”. Domanda; “quanto prende Piergiorgio di pensione dal Parlamento e quanto ha incassato di liquidazione dal Parlamento?”







