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Sit in degli studenti universitari davanti al palazzo del Consiglio regionale, a Cagliari, per chiedere alla Regione un intervento sui parametri nazionali Isee. Il problema? Oltre mille giovani iscritti all'ateneo cagliaritano sono stati esclusi dalle graduatorie per alloggi e borse di studio. I ragazzi hanno chiesto di essere ricevuti all'interno del palazzo. "Ma abbiamo trovato soltanto porte chiuse", hanno spiegato in un'assemblea sotto i portici di via Roma.
Per questo gli universitari hanno deciso di andare avanti con la protesta. In fase di organizzazione un'assemblea alla quale dovrebbero essere invitati il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l'assessore alla Cultura Claudia Firino.
L'appuntamento con tutti gli studenti cagliaritani – secondo quanto emerso questa mattina – dovrebbe essere fissato per giovedì prossimo, 19 novembre, a Sa Duchessa. In quella sede saranno decise le ulteriori forme di lotta. Tra le proposte anche il blocco totale delle lezioni e cortei per le strade della città. Senza escludere azioni più forti come l'occupazione.
Nei giorni scorsi le rivendicazioni dei ragazzi erano sfociate in un parziale blocco dei corsi al mattino e al pomeriggio. Anche questa mattina gli studenti hanno portato con loro lo striscione che sintetizza i motivi della mobilitazione: "Sono diventato ricco e non lo sapevo: studenti contro il nuovo Isee". Per domani è stato fissato un incontro preparatorio in vista delle prossime azioni di protesta. 

L'assessore regionale della Cultura è pronta a raccogliere l'invito degli studenti che stamattina hanno partecipato a un sit in sotto il Consiglio regionale per protestare contro i nuovi parametri Isee.
"Condivido le preoccupazioni manifestate nelle ultime settimane dagli universitari – spiega l'esponente della Giunta Pigliaru – Gli esiti dei bandi per le borse di studio, con il forte calo degli idonei dovuto alla modifica dei parametri Isee e all'inserimento dell'Ispe, arriva in un momento di generale diminuzione delle iscrizioni universitarie e di preoccupante aumento dei giovani che abbandonano gli studi".
L'assessore è pronta anche a portare il problema fuori dall'isola. "Sono convinta di dover rappresentare una posizione netta nei tavoli nazionali – annuncia – non appena verrà calendarizzato il tema, chiedendo la modifica degli attuali parametri e una definizione dei Lep (livelli essenziali di prestazione), in materia di diritto allo studio universitario, che dia garanzia di pari opportunità di accesso degli studenti sardi ai massimi livelli di istruzione. Questa situazione rischia di frustrare gli importanti sforzi della Regione che hanno portato a un deciso aumento delle risorse a disposizione – ricorda Firino – Di tali risorse, a causa del mutamento dei criteri, sono addirittura avanzati dei fondi, che intendo investire per venire incontro a tutte le ragazze e ragazzi esclusi quest'anno dai benefici".