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Cgil, Cisl e Uil in assemblea a Cagliari il 25 novembre per una mobilitazione unitaria insieme alle categorie dei metalmeccanici, elettrici, chimici, alle confederazioni territoriali e alle altre federazioni.
"Da una parte il grave dramma dei disoccupati e della desertificazione industriale, dall'altra un dibattito politico che sembra non cogliere i recenti segnali che minano ogni potenzialità di sviluppo dei settori produttivi", è l'analisi del segretario generale della Cgil Michele Carrus sviluppata nell'editoriale del giornale del sindacato "L'altra Sardegna".
A preoccupare, in particolare, è l'annunciata volontà di disimpegno di Eni rispetto agli investimenti previsti dagli accordi siglati ai massimi livelli istituzionali sulla chimica verde a Porto Torres, la cessione sul mercato di Saipem e Versalis con la chiusura senza alternative di altri suoi impianti a Sarroch, un elemento che frena anche il possibile riavvio della fabbrica di Ottana. Carrus denuncia poi le pesanti ripercussioni sull'ìndustria sarda a seguito della decisione dell'Authority per l'energia, su richiesta di Terna, "di revocare il regime di essenzialità alle centrali isolane, le incertezze sul rinnovo della super-interrompibilità, che condizionano negativamente il rilancio del settore metallurgico, i dubbi ricorrenti della Regione sull'approvvigionamento del metano, con la riproposizione di ipotesi difficilissime per costi e tempi di realizzazione, come il gasdotto Sardegna-Toscana. E così pure la lentezza delle decisioni su progetti industriali innovativi".