provinciale-per-desulo-chiusa-a-mezzi-pesanti-scoppia-protesta

C'è aria di mobilitazione a Desulo dopo la chiusura della provinciale 7, la Montecorte-Desulo, vietata ai mezzi oltre le otto tonnellate. Questa sera si riunirà il Comitato spontaneo, nato per affrontare il problema dei collegamenti col paese. Fra gli obiettivi anche una manifestazione di protesta che potrebbe svolgersi davanti alla sede della Provincia a Nuoro. Il 2 novembre scorso l'ente, con il peggioramento della situazione del manto stradale, aveva inviato al comune di Desulo un'ordinanza di declassamento della strada col divieto di transito ai mezzi pesanti e con un limite di velocità di 50 km/h.
Il divieto ha creato grandi problemi agli 80 studenti pendolari che ogni giorno viaggiano per Tonara, Sorgono e Nuoro con i pullman dell'Arst; disagi anche per il trasporto merci con camion pesanti, ma anche per tutti i cittadini che si servono del pullman per gli spostamenti. "E' dal 2 novembre che 80 studenti subiscono questo disagio – ha spiegato il sindaco, Gigi Littarru -, da quel giorno come amministrazione ci siamo attivati senza risparmio per organizzare qualcosa che riesca ad aggirare l'ostacolo visto che gli interventi sulla strada richiedono tempi lunghi. Abbiamo chiesto all'Arst di organizzare le corse con autobus più piccoli ma non si riesce a trovarne. Ci siamo interfacciati con la Regione e stiamo aspettando che ci arrivi una risposta, ma il tempo sta passando e i disagi rimangono. Stiamo chiedendo solo il diritto allo studio e il diritto alla mobilità. Non pretendiamo autostrade, ma solo il diritto di esistere".
"Dal 2 novembre per noi sta diventando un impegno enorme accompagnare i nostri figli a scuola – ha sottolineato Monia Floris, mamma di uno studente che viaggia a Tonara – stiamo tamponando la situazione dandoci i turni tra genitori, ma organizzare gli spostamenti di 80 giovani ogni giorno è un'impresa ardua. Chiediamo solo di avere due pullman più piccoli per viaggiare a Tonara e Sorgono; mentre per i pendolari che vanno a Nuoro chiediamo che il pullman dell'Arst aggiri il tratto di strada interdetto, passando da Tascusì. Scenderemo in piazza e lotteremo fino a che il nostro diritto alla mobilità verrà garantito".