"Adele necessita di neuro-riabilitazione, Arru ne garantisca il trasferimento al Santa Maria Bambina di Oristano". Lo chiede il vicepresidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, Marcello Orrù (Psd'Az), intervenendo sulla vicenda della donna di 56 anni che il 24 ottobre è stata colpita da ictus. Viva grazie all'intervento cui è stata sottoposta a Sassari, è ricoverata nella Rianimazione del Santissima Annunziata.
Dovrebbe iniziare la riabilitazione, ma da dieci giorni è impossibile. La donna è stata dichiarata "trasportabile" ed era già pronto il suo trasferimento a Oristano, dove ci sono dodici posti letto disponibili. Ma in questa fase di riorganizzazione del sistema sanitario isolano, la neuro-riabilitazione ai pazienti in coma o tracheotomizzati non autosufficienti è bloccata. "È grave che l'istituto abbia il posto per accogliere Adele ma non possa farlo a causa del blocco imposto dal piano sanitario della Regione – denuncia Orrù – l'istituto Santa Maria Bambina è un'eccellenza che ha meritato sul campo l'inserimento nel piano".
In attesa che la riforma sanitaria venga discussa in aula, "la Regione garantisca l'assistenza ad Adele – chiede il consigliere sardista – il diritto alla salute è prioritario e dev'essere tutelato".
Nel frattempo la Asl 5 di Oristano precisa che risale al 26 ottobre scorso l'invio della nota scritta dall'assessorato regionale al commissario straordinario Maria Giovanna Porcu con cui si stabilisce che i posti letto di neuroriabilitazione "non possono essere gestiti presso l'Istituto Santa Maria Bambina, poiché trattasi di struttura territoriale". Questo, spiega la Asl, "al fine di garantire la sicurezza di pazienti dalle condizioni particolarmente critiche e instabili, sicurezza che può essere assicurata solo in ambito ospedaliero, dove è presente la Rianimazione". In assenza dell'autorizzazione regionale, a partire dal 3 novembre scorso la stessa Asl ha dovuto sospendere tutti i nuovi inserimenti di neuroriabilitazione al Santa Maria Bambina.
Per ciò che riguarda l'apertura del reparto di Neuroriabilitazione dell'ospedale San Martino, l'azienda sanitaria oristanese chiarisce "di essere in attesa dalla Regione dell'accreditamento per la struttura e dell'autorizzazione all'assunzione di nuovo personale da destinare allo stesso reparto".
"Non siamo insensibili burocrati, ci atteniamo alle leggi e non abbiamo mai detto che il Santa Maria Bambina non deve fare ricoveri". Lo afferma l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, rispondendo sul caso del mancato ricovero di una donna nell'istituto di Oristano.
"Alla direzione del Rimedio, la Asl ha comunicato che sarebbero cessati i nuovi ingressi con il codice 75, cioè un regime ospedaliero che la struttura non ha", spiega l'esponente della Giunta Pigliaru. "Non sono stato io a creare il doppione tra il Santa Maria Bambina e il San Martino di Oristano e, pur mettendo in primo piano le esigenze di assistenza di persone con gravi patologie, devo però attenermi alle norme. Da parte dell'assessorato – chiarisce Arru – c'è la massima attenzione per la situazione della struttura del Rimedio, che riconosciamo come eccellenza nel suo settore e che riteniamo debba continuare a svolgere la sua meritoria attività".
"D'intesa con la Asl e con la Diocesi, stiamo cercando una soluzione tecnico-giuridica per consentire al Santa Maria Bambina di proseguire nella sua attività di riabilitazione, in rete con il nuovo reparto del San Martino di Oristano – sottolinea l'assessore – In attesa che il reparto di Oristano vada a regime, individueremo una soluzione transitoria, che sia amministrativamente percorribile".







