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Inizierà l'11 gennaio davanti ai giudici della Corte d'Assise di Cagliari il processo per omicidio preterintenzionale al padre del neonato morto nel capoluogo sardo nel giugno 2013 per una emorragia celebrale.
Oggi il Gup Giuseppe Pintori ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Danilo Tronci.
Secondo gli accertamenti medico-legali, affidati al perito Roberto Demontis dal magistrato inquirente, il piccolo, che aveva appena due settimane di vita, sarebbe morto per la cosiddetta sindrome del bambino scosso. A luglio la Procura aveva chiuso l'indagine e il padre del neonato era stato iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di omicidio preterintenzionale. Il bimbo era arrivato in condizioni disperate nella clinica pediatrica Macciotta ed era morto poco prima di entrare nel reparto di neonatologia.
Gli inquirenti sospettano si tratti di una morte per "sindrome del bambino scosso (Sbs)". Era stato il padre, che si trovava in casa da solo con il figlioletto, a notare che il piccolo non respirava bene. Il giovane genitore prima ha tentato di rianimarlo, poi ha chiamato il 118. Ma quando il neonato è giunto in ospedale era ormai troppo tardi. La perizia del medico legale ha poi riscontrato nella retina e in altri tessuti i sintomi della la cosiddetta Sbs (Shaken Baby Syndrome): è una grave forma di lesione alla testa provocata dal violento scuotimento del neonato.
L'ipotesi è che gli scossoni possano aver danneggiato il cervello morbido del bimbo sino a provocarne il decesso. Dall'11 gennaio spetterà alla Corte d'Assise il compito di chiarire cosa sia accaduto e le eventuali responsabilità. Il padre è difeso dall'avvocato Francesco Murtas, mentre la madre si è costituita parte civile con l'avvocato Francesca Ferrari.