Rinvio a un ulteriore incontro. Delusione e preoccupazione dei sindacati al termine dell'incontro di questo pomeriggio al Ministero dello Sviluppo economico a Roma tra Regione e Governo sulla vertenza energia.
"Siamo insoddisfatti di una riunione per ora solo interlocutoria in cui sembra che il governo nazionale lasci affossare il sistema energetico sardo. La Regione deve opporsi con forte determinazione e fare scelte immediate, prima di tutto sulla metanizzazione", commenta il segretario generale della Cgil Michele Carrus all'uscita dal vertice. "Altre regioni, come la Sicilia – aggiunge – hanno saputo imporre per legge dello Stato il mantenimento del proprio sistema fino ai necessari ammodernamenti e interconnessioni. La Sardegna politica era evidentemente distratta, e ora deve rincorrere l'emergenza in condizioni di debolezza. È colpevolmente mancata questa tempestività, forse anche per un eccesso di fiducia, malriposta, nel governo nazionale. Ora bisogna trarne insegnamento e soprattutto trovare rapidamente rimedio. Questo ci attendiamo dalla Giunta regionale".
Anche la Cisl all'attacco. "Non ci sono piaciuti risposte e atteggiamento da parte dell'esecutivo nazionale nei confronti della nostra terra – spiega a caldo il segretario regionale Oriana Putzolu – Io chiedo ora alla Regione di promuovere una manifestazione di popolo per dire no a chi ci nega risposte.
Serve una mobilitazione forte per fare capire che così non va.
Noi siamo venuti a Roma con delle speranze. Ma torniamo con un rinvio".
Il problema è sempre quello, il prezzo dell'energia. "Da quanto emerge – sottolinea Manolo Mureddu, Cisl, al termine di un approfondimento sulle sorti dell'ex stabilimento Alcoa – il memorandum che prevede un costo di 25 euro a megawattora non sarebbe accettato dall'Unione Europa perché considerato aiuto di stato. Si sta lavorando a un'altra ipotesi, quello di livellare il costo dell'energia a quello medio europeo. Ma il prezzo di alzerebbe dai 32 ai 37 megawattora. Con tutte le incognite legate alle decisioni, su queste basi, di un investitore come Glencore".
Pigliaru. Regione Sardegna a Roma per portare a casa un doppio risultato su energia e industrie. Se ne riparla a metà dicembre: fissato un nuovo incontro al Mise prima di Natale. Nel frattempo pressing sull'Europa soprattutto per il prezzo dell'energia elettrica.
Il governatore Francesco Pigliaru, accompagnato dall'assessore dell'Industria Maria Grazia Piras, nella lunga riunione al ministero dello Sviluppo economico, davanti al ministro Federica Guida e al sottosegretario Claudio De Vincenti, ha ribadito l'elenco delle urgenze dell'isola. Tra le priorità, la necessità di preservare, seppur temporaneamente, il regime attuale di essenzialità delle centrali della Sardegna.
"Si tratta del solo strumento – ha spiegato il presidente – che, allo stato delle cose, può accompagnarci nella transizione verso il metano. È funzionale alla ripresa economica della nostra Isola e risponde a precise esigenze di sicurezza ed equilibrio del sistema elettrico regionale in presenza degli impegni che Governo e Regione hanno messo in campo per il rilancio del settore industriale".
Problema lavoro. "Non possiamo permetterci ulteriori rischi sul piano dei livelli occupazionali – ha chiarito Pigliaru – Chiediamo una proroga del regime di essenzialità per un tempo che serva ad attivare gli investimenti sull'efficientamento delle centrali e sulle imprese a valle". Si è parlato anche dei singoli casi, ad esempio di Ottana. "Il problema essenzialità ha un impatto diretto con le altre imprese insediate a cui sono fornite le utilities", ha sottolineato il governatore. Guidi ha annunciato che nelle ultime ore la struttura tecnica del Ministero e Terna stanno valutando l'opzione di un regime che garantisca la riaccensione rapida e l'erogazione in rete in condizioni di equilibrio nella Sardegna centrale.
Sul fronte del prezzo dell'energia per megawatt/h – uno dei punti più caldi della questione, sollecitato soprattutto dai rappresentanti ex Alcoa – il ministro ha comunicato che si sta trattando per un valore finale che sia più basso rispetto alla media europea, in considerazione della specifica condizione di insularità. Il governatore ha confermato l'intenzione "di continuare a esercitare nelle prossime ore un forte pressing sulle istituzioni comunitarie che hanno in mano i dossier su cui si fonda il mantenimento e lo sviluppo del tessuto industriale in condizioni di insularità". Un impegno. "Lo faremo insieme al Governo – ha dichiarato Pigliaru – con il sostegno e il senso di responsabilità finora sempre mostrato da imprese, sindacati e associazioni di categoria".







