Delusione e preoccupazione nel Sulcis dopo l'incontro di ieri al Mise su energia e industria. E per Alcoa ricominciare la mobilitazione. La battaglia dal territorio è pronta a riprendere già da venerdì 27. L'occasione è l'assemblea popolare in programma alle 16.30 in via Costituente a Carbonia: hanno già manifestato la propria adesione consiglieri regionali, sindaci, associazioni sindacali, rappresentanti del lavoro autonomo, disoccupati e studenti.
"Un'assemblea che partendo dall'analisi della precarietà del territorio non potrà che esprimere unità d'intenti per quella che si profila la più grande mobilitazione del Sulcis Iglesiente", spiega il movimento Partire Iva, capofila della protesta. Ieri molti operai ex Alcoa hanno seguito via telefono la riunione al ministero dello Sviluppo economico, riuniti davanti ai cancelli dello stabilimento di Portovesme. Lavoratori che hanno capito fin dalle prime frasi del ministro Federica Guidi come sarebbe potuta andare a finire. "Parole e parole – denuncia il movimento – per tentare di nascondere l'assoluta incapacità del governo di far valere in sede europea le ragioni della essenzialità e superinterrompibilità dovute alla Sardegna per sostenere gli impianti energivori della produzione industriale isolana".
L'esempio, secondo i promotori della mobilitazione, arriva dall'altra parte del mondo. "Questa vertenza – sottolinea il presidente della Partite Iva Paolo Bullegas – meriterebbe ben altra determinazione politica, come quella dimostrata dal governatore dello stato di New York qualche giorno fa. Il riferimento è all'ultima mossa del governatore Andrew Cuomo, intervenuto per salvare oltre 600 posti di lavoro diretti Alcoa, appartenenti all'impianto sul fiume San Lorenzo per rispondere all'ipotesi di un licenziamento di massa.
Questioni energia e industria in Consiglio regionale: il presidente Francesco Pigliaru ha riferito in Aula sui contenuti e gli esiti dell'incontro con il Governo di ieri pomeriggio al Ministero per lo sviluppo economico. "Ministro e sottosegretario – ha spiegato Pigliaru – hanno parlato di una situazione di forte dialettica con l'Unione europea. Anche perché ci sono stati cambiamenti di componenti della commissione Concorrenza", ha spiegato il governatore.
"È stato adottato un punto di vista meno favorevole all'istituto della superinterrompibilità (ndr la riduzione del prezzo dell'energia): il Governo – ha aggiunto Pigliaru – è riuscito a portarsi in un terreno nel quale è stato scongiurato il diniego. Ma è ancora in discussione il livello a cui si potrà arrivare: c'è un forte confronto. Il Governo sa bene che deve far valere il caso particolare dell'insularità rispetto al resto d'Italia e d'Europa. Ci saranno risposte entro due settimane".
L'altro argomento trattato è stato, ha ricordato Pigliaru, quello delle essenzialità delle centrali: "È un regime transitorio ma fondamentale, serve per garantire la stabilità del sistema elettrico della Sardegna. E poi non possiamo permetterci drammi occupazionali".







