"E' con grande soddisfazione che prendo atto dell'accoglimento dei quesiti referendari anti trivelle". Così il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau commenta la notizia dell'accoglimento da parte della Corte di Cassazione dei sei quesiti del referendum abrogativo anti trivelle, iniziativa portata avanti dalle dieci regioni promotrici (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) per abrogare alcune parti dell'art.38 dello Sblocca Italia e dell'art. 35 del decreto Sviluppo.
"Un risultato importante – aggiunge il presidente dell'Assemblea sarda – tappa fondamentale dell'iniziativa referendaria portata avanti dai dieci Consigli regionali e dal coordinamento delle Assemblee legislative".
La Corte di Cassazione ha dichiarato "conformi a legge" i sei quesiti referendari "anti trivelle" – ovvero sulle procedure per l'estrazione di idrocarburi e sul "limite" in mare per le piattaforme petrolifere – presentati da dieci Consigli regionali, che riguardano l'abrogazione di alcune parti dell'articolo 38 dello "Sblocca Italia" (e di alcune norme collegate) e dell'articolo 35 del "Decreto Sviluppo".
I quesiti sono stati depositati lo scorso 30 settembre all'Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione dai delegati dei dieci Consigli regionali che hanno approvato nei mesi scorsi le delibere sulle proposte referendarie: Basilicata (prima assemblea a dire 'sì', lo scorso 19 settembre), Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise.
I sei quesiti riguardano l'abrogazione di norme sulle procedure per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi (quesiti da 1 a 5) e sull'esenzione del divieto del limite di 12 miglia marine dalla costa (quesito 6) per queste attività. La Corte di Cassazione ha quindi attestato la correttezza formale dei sei quesiti, che ora dovranno essere valutati dalla Corte Costituzionalità per un giudizio di ammissibilità.
"La decisione di tanti Consigli regionali, tra cui quello della Sardegna, di promuovere una opposizione attraverso il cosiddetto "referendum anti trivelle", che ha visto accolti i quesiti dalla competente Corte, é un atto di grande responsabilità a tutela dell'ecosistema e delle grandi potenziali economiche e di sviluppo sostenibile del nostro mare e del prezioso sistema costiero sardo e nazionale". Lo afferma, in una nota, il senatore di Sel, Luciano Uras, commentando con soddisfazione la decisione della Corte di Cassazione.
"Saremo tutti impegnati nella campagna", conclude Uras.







