Una società unica aeroportuale sarda per non far fuggire il low cost dalla Sardegna. È la formula proposta dal deputato di Unidos Mauro Pili come soluzione, ad esempio, per evitare il rischio fuga, anche parziale, della compagnia Ryanair dagli scali di Cagliari e Alghero. In pericolo, secondo il parlamentare, un miliardo di euro nel 2016 per il turismo isolano.
Nel mirino di Pili la Regione: "Via gli assessori del Turismo e dei Trasporti – ha detto Pili, in conferenza stampa, rivolgendosi al presidente Francesco Pigliaru – non si perda un solo giorno per risolvere i problemi. Affermare che il contributo co-marketing che dal 1999 viene utilizzato per promuovere e attrarre turisti in Sardegna è stato condannato e vietato dall'Unione europea è semplicemente falso". La soluzione per Pili è quindi facile: "La Regione si riappropri del capitale azionario maggioritario degli aeroporti sardi o del loro insieme ipotizzando un'unica società di gestione". Ma per il problema degli ipotetici aiuti di Stato? Pili cita il metodo dell'operatore economia di mercato (Meo): "La Commissione europea – ha spiegato – ha legittimato il modello Alghero per due ordini di motivi. Primo, perché il contributo di co-marketing era di natura pubblica ad una società pubblica gestita con principi commerciali e economici da libero mercato.
Secondo, la Commissione ha concluso che la Regione ha agito come un operatore privato e che i contributi economici co-marketing hanno consentito all'aeroporto di avere degli utili o comunque di non perdere". Alghero come modello quindi, e Cagliari? "va prima esperito un tentativo – ha aggiunto Pili – di equiparazione. In caso contrario si potrebbe puntare all'acquisizione del capitale azionario". Olbia, aeroporto a capitale privato, secondo Pili, potrebbe essere ricompresa in caso di costituzione di società unica pubblico-privata.
Regione Low cost: “Serve unica società di gestione”
Low cost: “Serve unica società di gestione”







