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Un'astensione che sfiora la quasi totalità dei penalisti cagliaritani. Anche nel palazzo di giustizia del capoluogo gli avvocati hanno incrociato le braccia aderendo allo sciopero nazionale che si concluderà il 4 dicembre. Davanti al tribunale un presidio delle toghe ha illustrato i punti che hanno spinto i penalisti a non partecipare alle udienze. Durante la protesta è stato anche illustrato il braccialetto elettronico, il mezzo che potrebbe essere una utile alternativa alla detenzione ma che in realtà non è mai entrato a regime. A denunciarlo sono le camere penali che hanno anche sottolineato l'assenza di una pena alternativa.
Gli avvocati protestano anche contro l'ipotesi di allungamento dei tempi di prescrizione e chiedono al Governo una riforma del processo penale con la depenalizzazione dei reati minori che elimini il sovraffollamento delle carceri.