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Riemerge l'ipotesi metanodotto per risolvere la questione energia in Sardegna. "Ci sono tre opzioni in campo: "tubo" (metanodotto Toscana-Sardegna, ndr), rigassificatore e depositi costieri – ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru replicando ai sindacati durante l'incontro di questo pomeriggio in viale Trento – noi vogliamo pari condizioni sui prezzi e sugli approvvigionamenti. Ora siamo pronti a mettere questa ipotesi nel patto con il Governo.
Vogliamo però delle garanzie. Bisogna vedere i tempi, quattro anni vanno bene, quindici no".
La riunione, aperta poco dopo le 17, è stata convocata a pochi giorni dall'incontro tra Regione, sindacati e Governo a Roma sul destino del comparto industriale sardo legato proprio ai costi dell'energia, regolati anche da Bruxelles. All'incontro di oggi hanno partecipato i vertici isolani dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl e, insieme a Pigliaru, gli assessori all'Industria Maria Grazia Piras, del Bilancio Raffaele Paci, degli Enti Locali Cristiano Erriu, del Lavoro Virginia Mura.
Riunione chiusa intorno alle 20. Con una serie di appuntamenti: il 9 dicembre tavolo su Legge finanziaria e il 14 su trasporti ed energia. In quella data saranno definiti i tempi del successivo incontro su Eni e lavoro.
Oggi ha rotto subito il ghiaccio il presidente Pigliaru. Poi la parola al segretario regionale della Cgil Michele Carrus.
"Abbiamo bisogno per l'emergenza industriale di un confronto con l'Eni sulle traiettorie che intende seguire, e che noi vorremmo conoscere, sugli interventi nell'isola, da Sarroch alla chimica verde", ha chiarito lanciando anche un appello sul Masterplan per il mezzogiorno. "Vorremmo sapere – ha detto – come possiamo sostenerlo visto che da lì arriveranno importanti occasioni e risorse sino al 2023". Oriana Putzolu, leader della Cisl, ha subito manifestato la sua insoddisfazione per gli esiti dell'incontro di Roma. "Sarebbe importante – ha sottolineato rivolgendosi al governatore – avere un protocollo d'intesa per chiamare tutti, istituzioni e parti sociali, alle proprie responsabilità. Uno strumento di stimolo, non di vincolo".
"Si affronti subito il problema industriale – ha rilanciato il segretario regionale della Uil Francesca Ticca – e si chiarisca il percorso. C'è un problema molto serio sulla chimica verde. Come priorità c'è la riapertura di un tavolo su questo tema". La replica del presidente. "Vogliamo mettere l'insularità nel patto Regione-Governo – ha ribadito Pigliaru – I titoli saranno continuità territoriale, "ferro" (trasporti ferroviari), energia con particolare attenzione al metano".