no-chiusura-tribunale-protesta-avvocati

Potrebbe sfociare in una grande manifestazione la protesta degli avvocati del Foro di Oristano contro l'ipotesi di chiusura del Tribunale formulata di fatto dalla commissione parlamentare incaricata di ridisegnare la geografia degli uffici giudiziari italiani. La proposta, lanciata dalla segretaria provinciale della Cisl Federica Tilocca, nel corso dell'assemblea convocata dagli avvocati nella sala consiliare del Comune, è stata subito accolta dalla presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati Donatella Pau Era stato proprio l'avvocato Pau ad aprire l'assemblea mettendo subito nel mirino la Commissione Vietti. "I documenti della Commissione sembrano scritti apposta per colpire il Tribunale di Oristano", ha detto spiegando che le linee guida dell'Unione Europea in materia di diritto alla Giustizia vanno in direzione opposta a quella della Commissione Vietti. Oltre a un centinaio di avvocati, all'assemblea hanno partecipato anche quattro sindaci, compreso quello del capoluogo Guido Tendas, l'arcivescovo Ignazio Sanna, la senatrice del M5S Manuela Serra e via skype anche la deputata oristanese del Pd Caterina Pes, che ancora una volta ha spiegato di aver ricevuto rassicurazioni importanti, anche dal ministro Orlando, sul futuro del Tribunale di Oristano e anche della sezione staccata della Corte d'Appello di Sassari.
Immediata la replica del sindaco di santa Giusta Antonello Figus: "Quando arrivano le rassicurazioni è il momento di alzare la guardia, perché quello è il momento in cui arrivano le fregature". Scettico sulle rassicurazioni arrivate da Roma anche l'avvocato Roberto Martani, che è anche consigliere comunale del Partito Democratico. Secondo Martani "Le rassicurazioni non bastano, il ministro Orlando ci dica per iscritto che il Tribunale di Oristano non si tocca".
Da parte sua il sindaco di Oristano Tendas ha ricordato che il Palazzo di Giustizia, caso quasi unico in Sardegna, non appartiene allo Stato ma al Comune, che gli uffici giudiziari funzionano anche grazie ai soldi degli oristanesi e che per le spese sostenute negli ultimi anni il Comune vanta un credito di tre milioni nei confronti dello Stato.