La Corte d'assise di Sassari ha condannato rispettivamente a 28 e 25 anni di reclusione Giovanni Maria Manca e Antonio Faedda, accusati di aver partecipato al sequestro dell'allevatore di Bonorva (Sassari), Giovanni Battista "Titti" Pinna. La sentenza è arrivata dopo quasi nove ore di camera di consiglio.
Respingendo le richieste di assoluzione formulate dai due avvocati difensori, Salvatore Asole e Gian Marco Mura, i giudici hanno condannato Manca a due anni di reclusione in meno – da 30 a 28 – di quanto avesse chiesto il pubblico ministero della Dda di Cagliari, Gilberto Ganassi. Più aspra di un anno, invece – da 24 a 25 – la pena per Antonio Faedda.
Titti Pinna era stato prelevato dall'azienda familiare di "Monti Frusciu" il 19 settembre 2006 ed era scappato otto mesi dopo dalla prigione di "Su Pardu", a Sedilo. Manca e Faedda erano stati arrestati con un blitz dei carabinieri il 19 dicembre del 2013.
"La matrice del sequestro di Giovanni Battista Pinna è bonorvese, è nel paese dell'allevatore che l'idea si è sviluppata e ha preso corpo, e il rapimento ha una figura centrale in Giovanni Maria Manca, che ha pensato, deciso e messo in atto questo sequestro", aveva sostenuto l'accusa, secondo la quale, tra i tanti elementi indiziari di colpevolezza ci sono anche quelli che portano dritti a Antonio Faedda e al ruolo svolto da quest'ultimo il giorno del sequestro di Pinna.
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Sequestro Titti Pinna, pesanti condanne







