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Sindacati e opposizioni in Consiglio regionale contro l'ipotesi di introdurre i ticket sanitari in Sardegna. Una possibile conseguenza del piano di rientro annunciato dalla Giunta per ripianare il disavanzo della spesa sanitaria fuori controllo che per il 2015 dovrebbe toccare quota 400 milioni.
Cgil, Cisl e Uil esprimono "preoccupazione" per questa possibile soluzione contro la quale hanno già annunciato battaglia. "Non siamo d'accordo a provvedimenti – spiegano i confederali – che scarichino sui cittadini maggiori costi derivanti dalla cattiva gestione dei servizi, che, nonostante i livelli di spesa e il deficit elevati, non sono per nulla soddisfacenti".
Centrodestra sulle barricate per la nuova tassa. "Non daremo il via libera ad alcun piano per il risanamento del sistema sanitario se prima – avverte il capogruppo dei Riformatori e presidente della commissione d'inchiesta sulla spesa sanitaria, Attilio Dedoni – non ci sarà una seria e approfondita valutazione dell'operato dei commissari Asl nominati dal centrosinistra, che porti alla rimozione di chi non ha rispettato gli obiettivi minimi di contenimento della spesa".
Tuona anche Fi. "Pigliaru è peggio di Soru: con lui è la salute, non le barche e le ville, il nuovo lusso da tassare – attacca il capogruppo Pietro Pittalis – La revisione della spesa non può essere l'alibi per gabelle e tagli privi di logica e contrari agli interessi della collettività". Spara a zero il coordinatore regionale dello stesso partito, l'ex governatore Ugo Cappellacci che definisce gli assessori "contabili pasticcioni ed esattori vampireggianti". "A pagare – gli fa eco il consigliere di Fdi Paolo Truzzu – saranno i cittadini che, dopo i recenti tagli e dimensionamenti degli ospedali, già stanno subendo un peggioramento costante del servizio sanitario sardo. Le proposte dei professori non si discostano da quelle che potrebbe indicare l'ultimo dei ragionieri contabili".
Replica e rispedisce le accuse al mittente, il presidente della commissione Sanità Raimondo Perra (Psi): "Qualora si prendessero temporaneamente decisioni di compartecipazione dei cittadini al risanamento del disavanzo sarebbero diretta conseguenza della gestione irresponsabile della Giunta del centrodestra", chiarisce l'esponente della maggioranza. 

"E' davvero assurdo che in un periodo di difficoltà economiche come quelle attuali la giunta pensi di introdurre nuovi ticket su ricette e farmaci, dissanguando così le famiglie già in gravissima crisi", è quanto sottolinea il consigliere regionale di Fi Edoardo Tocco, componente della commissione Sanità nel parlamento di via Roma, che frena sul provvedimento "salva sanità".
"Una misura che andrebbe a coprire il sistema sanitario isolano, mettendo mano al portafogli dei cittadini – aggiunge Tocco – si tradurrebbe in un ulteriore restrizione dello stato sociale isolano. Da ormai troppo tempo anche in Commissione è stato messo l'accento sui tagli dei costi inutili. Nulla invece è stato fatto. Si pensa a nominare commissari e distribuire consulenze, senza nessun vantaggio per gli utenti. Senza dubbio l'approvazione in Consiglio della copertura delle perdite pregresse è stato il primo campanello d'allarme, con 217 milioni e 518mila euro per sanare il deficit degli anni passati. La sanità isolana rischia di finire fuori strada senza un risanamento razionale".