"Sono molto motivato: intendo portare il Lirico di Cagliari nel novero dei teatri più importanti d'Italia". Parole e promesse di Claudio Orazi, neo soprintendente della struttura di via Sant'Alenixedda.
Frasi accompagnate da una consapevolezza. "Mi trovo di fronte una base assolutamente qualificata – ha detto all'ANSA all'indomani del suo insediamento – Con il Consiglio di indirizzo abbiamo in mente lo stesso percorso: puntare sulla qualità anche estendendo il numero di spettacoli. Con l'auspicio di conquistare nuovi partner istituzionali e privati che possano stare con noi in questo percorso".
"C'è uno strumento, l'art bonus – ha spiegato – che può fare al caso nostro e che prevede le defiscalizzazioni". Voglia di crescere e di lasciarsi alle spalle un passato di ristrettezze economiche e di malcontento dei lavoratori. "Due aspetti interdipendenti – ha sottolineato il sovrintendente – con la crescita dell'autostima crescerà anche l'immagine del Teatro.
Con tutto ciò che questo può comportare anche in termini di coinvolgimento degli altri partner". Subito al lavoro. "Il futuro non è nei prossimi giorni ma nelle prossime ore – ha chiarito – bisogna lavorare subito alla programmazione artistica".
Orazi ha già salutato Coro e Orchestra. E ha già contattato le rappresentanze sindacali dei lavoratori. Con un obiettivo molto chiaro: correre tutti insieme verso il traguardo. L'ex soprintendente del Verdi di Trieste e dell'Arena di Verona non aveva mai lavorato in Sardegna. Ma con l'isola ha un rapporto speciale. "Artisticamente e umanamente sono legato a uno dei più grandi soprano d'Italia, Giusy Devinu. Nella mia prima opera a Macerata – ha ricordato – in scena per la Traviata c'era lei: grandiosa. Impossibile dimenticare quel battesimo. Legame forte anche con il marito Francesco Musinu (basso che ha calcato le scene di mezzo mondo, ndr): un ottimo rapporto".
Orazi ha già frequentato il Teatro di Cagliari in passato come spettatore di diverse opere. Ma ora è decisamente un'altra cosa: sarà il protagonista principale del futuro del Lirico. "Lo ribadisco – ha concluso – Cagliari merita un posto tra i grandi Teatri".







