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"Song of my mother", del regista curdo Erol Mintas, ha vinto il premio Maestrale al Babel Film Festival. Per la giuria della quarta edizione della rassegna presieduta dal regista Daniele Ciprì è il miglior lungometraggio. Girato in curdo e turco è la commovente storia tra madre e figlio, il confronto tra due generazioni sullo sfondo della questione curda, la battaglia per l'autodeterminazione del popolo, la difesa della cultura e identità.

Al Festival che si é svolto a Cagliari e ha dato voce alle minoranze linguistiche, hanno partecipato sia come spettatori che come giurati i profughi del centro Cara di Elmas. La loro giuria ha conferito il premio "One Wor(l)d" a "Hamou Beya", film sui Bozo, popolo della regione del Mopti in Mali, e degli interessi ambientali e socio-economici legati all'estrazione della sabbia nel fiume Niger. Tornando alla giuria principale, "Solo andata, il viaggio di un Tuareg" di Fabio Caramaschi è stato giudicato il miglior documentario, "Rúbaí" di Louise Ní Fhiannachta il miglior corto.

Il Festival per la direzione artistica di Antonello Zanda, Tore Cubeddu e Paolo Carboni ha ospitato 79 film e assegnato in tutto 11 premi. Quattro sono andati a registi sardi: "La terra al suo cielo" di Paola Mereu (premio Holden), "Yazidi d'Armenia" di Ignazio Mascia (premio Fedic-Cineclub Fedic di Cagliari), "S'orchestra in limba" di Monica Dovarch (premio Aamod, archivio del Movimento operaio e democratico), "Letters to Tacloban" di Claudio Accheri (premio 'Diritto di parola').