L'ingresso solenne del corteo dei professori con la toga nera e i simboli dell'Università di Cagliari, in testa la Mazza d'argento risalente al 1600, pezzo pregiato della storia dell'Ateneo. Tutto questo mentre il coro Pacinotti intona prima l'Inno dell'Università del capoluogo e poi quello nazionale. È iniziato questa mattina con la cerimonia di inaugurazione l'Anno accademico 2015-2016. Il rettore Maria Del Zompo ha lasciato da parte le formalità ed è andata subito al sodo sulla questione finanziamenti: "Un gioco al massacro – ha detto – ma noi non ci stiamo. Stiamo soffrendo, e con noi tutto il Sud, questa situazione mentre sulla cultura è importante continuare a investire".
Il rimedio? "La Regione sta facendo molto – ha aggiunto – mentre è lo Stato che dovrebbe fare di più". Messaggio forte: "Vogliamo continuare a essere ateneo multidisciplinare, non vogliamo farci bypassare". Da Del Zompo, però, anche segnali di speranza: "La fiducia da parte dei ragazzi e delle famiglie sta crescendo: lo dicono i numeri delle immatricolazioni. Stiamo lavorando sempre di più per venire incontro alle esigenze del territorio e avvicinarci al mondo del lavoro. Fermo restando che per noi la internazionalizzazione è sempre stata un fiore all'occhiello e continueremo su questa strada". Parole che sono piaciute: lunghissimo l'applauso degli ospiti dell'aula magna del Rettorato.
Presenti alla cerimonia fra gli altri il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, l'assessore regionale della Cultura, Claudia Firino, e gli ex rettori, Giovanni Melis e Pasquale Mistretta.
Una partenza all'insegna della tradizione. Ma anche con molti elementi di novità: la giornata inaugurale non si esaurisce nella mattinata ma continua nel pomeriggio con le presentazioni delle tesi degli studenti neolaureati.
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Tagli ai fondi: “E’ un gioco al massacro”







