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Il centrodestra attacca sui 600 milioni di arretrati per la vertenza entrate che arriveranno da Roma per effetto dell'accordo con il Mef e in Commissione paritetica. Per Forza Italia e Riformatori "c'è poco da esultare, perchè arrivano meno soldi del previsto".
"Ma quali primi soldi della vertenza entrate? Grazie ai ricorsi promossi nella precedente legislatura dalla nostra Giunta arrivò il primo miliardo – tuona il coordinatore regionale di Fi, Ugo Cappellacci – Renzi si comporta come un finto Babbo Natale che dona pacchi vuoti e poi svaligia la casa, mentre gli zampognari della Giunta regionale suonano a perdifiato per coprire il dissenso dei sardi".
"Come al solito con un mano si dà e con l'altra si toglie – aggiunge Alessandra Zedda, vice capogruppo Fi in Consiglio regionale – perché ammontano a quasi 600 milioni di euro le risorse sottratte con gli accantonamenti decisi alla Sardegna.
Se consideriamo che il credito dei sardi nei confronti del Governo è di oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro, risulterà evidente anche ai meno accorti quanto sia ridicolo il trionfalismo di Pigliaru e compagni per un'operazione che in concreto è a saldo zero. Anzi, considerando gli ulteriori scippi e chiarito che i 300 milioni delle riserve erariali, dichiarate illegittime su nostro ricorso con la sentenza 241 del 2012, erano già soldi dei sardi, si dimostra facilmente che il bilancio di questa Giunta nella trattativa davanti allo Stato e negativo per parecchie centinaia di migliaia di euro".
"Abbiamo aperto la vertenza rivendicando 10 miliardi di euro, abbiamo finito per accontentarci di 600 milioni in quattro anni – puntualizza il capogruppo dei Riformatori Sardi, Attilio Dedoni – A questo punto, non resta che una cosa da fare: restituire allo Stato i costi di sanità, trasporto pubblico locale e continuità territoriale che la Sardegna si è accollata con l'accordo Soru-Prodi del 2006, con la promessa di riprenderceli quando Roma avrà saldato fino all'ultimo centesimo tutti i soldi che ci deve. Credo sia ora che sospendiamo unilateralmente l'accordo Soru-Prodi fino a quando lo Stato non avrà onorato la propria parte".